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INQUINAMENTO E MALATTIE ALLERGICHE

La prevalenza delle malattie allergiche quali asma, rinocongiuntivite, eczema atopico e dermatite è aumentata negli ultimi anni. Tra i fattori ambientali che si ritiene abbiano contribuito a questo aumento sono compresi l'esposizione a inquinanti ambientali esterni (outdoor) e interni (indoor), il fumo di tabacco e gli allergeni.
Lo stile di vita nei paesi industrializzati è profondamente cambiato nelle ultime decadi, con cambiamenti nella dieta, nelle dimensioni della famiglia, nel tipo di abitazione e nel tempo trascorso in ambienti chiusi. Studi epidemiologici hanno dimostrato che gli inquinanti possono scatenare riacutizzazioni asmatiche, mentre il loro effetto sull'aumento di prevalenza della malattia è meno chiaro.

In teoria l'aumento di prevalenza dell'asma potrebbe essere il risultato dell'aumento di prevalenza dell'atopia, in conseguenza di un'azione adiuvante degli inquinanti sulla produzione di IgE specifiche, o dello scatenamento della malattia da parte degli inquinanti in soggetti predisposti in quanto atopici, anche se asintomatici.

Tra gli inquinanti ambientali, oltre agli inquinanti emessi da sorgenti naturali quali il mare, i vulcani e la vegetazione, esistono quelli di origine artificiale, fra i quali particolarmente rilevanti per i soggetti affetti da malattie allergiche sono l'anidride solforosa (SO2), gli aerosol acidi, gli ossidi di azoto (NO2), l'ozono (O3), le particelle sospese nell'aria di diametro inferiore ai 10 mm (PM10), le particelle emesse dalle auto alimentate a diesel (DEPs). Condizioni climatiche sfavorevoli possono aumentare la dispersione degli inquinanti aerei emessi da sorgenti quali gli insediamenti industriali, il riscaldamento domestico e il traffico autoveicolare. L'inquinamento causato dall'uso di combustibili fossili utilizzati per il riscaldamento è presente soprattutto in inverno.
Soggetti asmatici sviluppano broncospasmo per esposizioni a livelli bassi di anidride solforosa (0,25 ppm), in particolare se l'esposizione è associata a esercizio fisico. Un aumento delle concentrazioni di ozono e di particelle può causare una riacutizzazione asmatica. E' stato stimato un aumento del 3% negli attacchi asmatici per un aumento di 10 mg/m3 di PM10.

Particolare attenzione è stata riservata alla DEP, in quanto oltre l'80% di questo articolato ha un diametro medio tra 0,1 e 0,2 micron, e può quindi rimanere nell'atmosfera per lungo tempo e quando inalato penetra profondamente a livello polmonare. Molti studi di esposizione a DEP hanno dimostrato che il DEP può favorire in soggetti predisposti il passaggio dalla fase di sensibilizzazione a quella di malattia ("slatentizzazione del processo" con comparsa dei sintomi) e può potenziare la risposta allergica. Il nucleo centrale carbonioso del DEP contiene molti composti, tra i quali metalli e idrocarburi policromatici. Questi ultimi esercitano effetti sul sistema immunitario, agendo sulle cellule B, aumentano la produzione di IgE.

Il DEP, come l'ozono e il biossido di azoto, provoca un processo infiammatorio nelle vie aeree con vari meccanismi che includono l'aumento della permeabilità epiteliale con conseguente rilascio di mediatori proinfiammatori quali citochine, chemochine, mediatori della cascata dell'acido arachidonico, fattori di crescita e molecole di adesione.
Altri meccanismi includono l'attivazione di riflessi bronchiali, analogamente all'azione di istamina e metacolina.
La maggior parte del tempo trascorso in ambiente chiusi rende rilevante anche l'inquinamento indoor. Tra gli inquinanti potenzialmente nocivi, ricordiamo gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio, le PM25 e PM10, la formaldeide, i composti organici volatili (VOC), gli allergeni, le endotossine e il fumo passivo. Ambienti interni anche lontani dall'inquinamento urbano contengono allergeni (polveri, peli, forfore…), miceti, batteri, artropodi e sostanze chimiche in grado di agire sull'apparato respiratorio. La chiusura spesso sigillata degli ambienti interni favorisce la crescita di acari e miceti e il ristagno degli inquinanti nell'ambiente. Il livello della polvere di casa nelle abitazioni è predittivo dell'età dell'inizio di respiro sibilante nei bambini a rischio di asma. Alcuni studi hanno suggerito che la gravita dell'asma si correla meglio con i livelli di endotossina (LPS) presente nella polvere di casa che con il livello di allergene nella polvere stessa. Alcuni, ma non tutti gli studi pubblicati, hanno dimostrato un'associazione tra sintomi asmatici ed esposizione a fonti di NO2 come stufe a gas e cucine che utilizzano il propano come combustibile. Il fumo passivo provoca nei bambini esposti una maggiore prevalenza di sibili e di sintomi simil-asmatici e una maggiore iperreattività bronchiale. Ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire il ruolo del articolato (prodotto dal fumo di tabacco, riscaldamento), dei VOC (prodotti da arredamenti, tappeti, rivestimenti tessili e nell'utilizzo di fotocopiatrici e stampanti) presenti negli ambienti interni, nell'insorgenza di asma.
Negli ultimi anni, le misure adottate per l'abbattimento delle emissioni nella maggior parte dei paesi industrializzati hanno portato a una diminuzione delle concentrazioni di inquinanti quali l'anidride solforosa e il particolare corpuscolare fini a ultrafini sono aumentati in rapporto all'intensificarsi del traffico autoveicolare.
In conclusione, nonostante alcune evidenze epidemiologiche suggeriscano una relazione tra inquinamento e malattie allergiche e di numerosi studi sperimentali, sia in vitro sia in vivo, che evidenziano numerosi meccanismi con i quali gli inquinanti possono provocare un processo infiammatorio delle vie aeree e influenzare la risposta immunitaria nei confronti di materiale allergenico, possiamo comunque affermare un ruolo degli inquinanti per la comparsa di riacutizzazioni asmatiche, ma non siamo in grado di provare con certezza un loro ruolo causale per l'insorgenza delle malattie allergiche, in particolare per l'asma. Sono necessari ulteriori studi che chiariscano meglio gli effetti biologici degli inquinanti outdoor e indoor nell'asma, il ruolo delle esposizioni professionali per l'asma che insorge in età adulta e la relazione tra suscettibilità individuale ed esposizione a inquinanti. E' anche necessario che medici, igienisti e ricercatori si mettano d'accordo per chiarire quando è "buona" o "cattiva" la qualità negli ambienti chiusi.

 

 

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