|
Due
sognatori. Se di sognatori comuni si trattasse non avremmo
bisogno di scriverne, perchè di infiniti e insignificanti
sognatori è popolato il mondo, pieni di parole. Ma Pierluigi
Costa e Lionel Cardin sono due sognatori particolari. Di
quelli a cui l’inquietudine e l’ansia di vivere fa
trasformare il sogno in azione.
Li
ho incontrati su uno scoglio a Chiessi, un piccolo paesino
all’estremità ovest dell’Isola d’Elba, dove ogni cosa
acquista una forza diversa, forse perchè siamo nel punto più
estremo e selvatico dell’isola, da dove si intravedono la
Corsica, Pianosa e l’ignota isola di Montecristo, forse
perchè qui si respira un’aria diversa, la vicinanza delle
onde è un fatto che si sente sulla pelle. Oltre questo luogo
c’è soltanto il mare e la linea dell’orizzonte.
Arriviamo
a bordo di un gommone del Centro Ricerca Cetacei dopo
mezz’ora di navigazione da Marina di Campo e appena ci
avviciniamo a Chiessi vedo una figura che scende lungo gli
scogli fino al mare facendoci segno di accostare verso di lui.
Pierluigi ci accoglie con un sorriso e ci indica il punto,
poco più in là, dove possiamo ancorare il gommone. Scendiamo
sugli scogli. Siamo in settembre e incontriamo soltanto pochi
che trascorrono la giornata a prendere il sole, intenditori
che hanno scelto Chiessi perchè non ci sono altri luoghi come
questo in tutta l’isola. Pierluigi si ferma a salutare e
scambiare due parole con ragazze abbronzate e distese sugli
asciugamani e ragazzi in costume, dolce e sorridente. Sembra
conoscere ogni singola persona che si trova da queste parti.
Arriviamo infine nel punto più lontano dove ci aspetta Lionel.
Ma troviamo soltanto un grande scoglio piatto e un asciugamano
disteso. Lionel non c’è. Inevitabilmente, prevedibilmente,
Lionel è in mare e sta nuotando. Ci raggiunge anch’egli e
per prima cosa, senza asciugarsi perchè è il vento ad
asciugarlo, ci spiega che questo scoglio è il ‘suo’
scoglio, ne parla con affetto e un bagliore nello sguardo,
vuole farci comprendere il legame con questo posto. Siamo a
pochi metri dal mare, verso l’orizzonte si vede Montecristo
e qui ci sediamo a parlare.
Lionel
è un nuotatore, semplicemente. Di origini francesi, Costa
azzurra, è elbano d’adozione e l’Elba può andarne
orgogliosa. Pierluigi è anch’egli un nuotatore, originario
di Chiessi, semplicemente. I due si sono conosciuti qualche
anno fa in una pasticceria, così apparentemente diversi nella
personalità, così infinitamente vicini nel nuoto. C’è
un’intesa forte, qualcosa che i due hanno trovato nel mare e
che non a tutti è dato comprendere. Parlando insieme a
Pierluigi e Lionel qualsiasi altra cosa passa in secondo
piano. Sono nuotatori e con loro questa parola acquista
un’ampiezza, un senso magico. Non ho voglia di conoscere
altro. Ho visto molte persone e ho parlato con esse di molte
cose, perchè di molte cose, quando si trattava di persone
interessanti, la loro vita era composta. Eppure con Pierluigi
e Lionel è qualcosa di diverso, ogni cosa sembra arrivare al
mare e ogni cosa sembra partire dal mare. Per questo, solo di
nuoto parliamo.
Pierluigi
e Lionel hanno un pedigree eccezionale: la 'prima' assieme è
stata nell'agosto 2005
da
Marciana Marina a Chiessi, poi seguita da una nuotata
invernale; nell'agosto del 2006 nuotano da Procchio a Chiessi,
30 km per 11 ore, in seno a fortissime correnti contrarie e
migliaia di meduse, che li pungono in continuazione; il 12
Agosto 2007, partono dall'isola di Pianosa per arrivare fino a
Chiessi all'Isola d'Elba; l'ultima nuotata ufficiale in ordine
di tempo è nell’inverno 2007, dove sono rimasti in mare e
senza muta per più di un'ora, con una 'Grecalata pazzesca’.
Ma l’aspetto eccezionale non è il risultato sportivo, anzi
si può dire che questo sia soltanto una conseguenza del loro
rapporto con il mare. Questo, il rapporto con il mare, è il
fatto interessante. Ogni giorno dell’anno e specialmente in
inverno nuotano senza muta. A volte mezz’ora a volte
un’ora di nuoto. In estate invece nuotano almeno tre ore al
giorno. Questo rapporto con il mare è indispensabile per
abituare il corpo e allenarlo all’acqua salata e costituisce
la base per poi affrontare le lunghe traversate. Pierluigi ci
spiega che inizialmente lo definiva uno sport ma a poco a poco
si è trasformato in filosofia pura, una sorta di pratica yoga
svolta direttamente in mare. “L'energia massima la avverto
soprattutto nelle giornate di tempesta, specie in inverno,
quando magari faccio solo un tuffo nel mare e con vento forza
8 tra una serie di onde e la successiva. Oppure quando piove
con il vento di Levante, sempre in inverno, dove il cielo è
plumbeo, il vento soffia molto forte a raffiche, ed ogni
secondo passato in mezzo alla schiuma è come un secolo”. Mi
hanno parlato di una specie di purezza, raggiunta attraverso
le lunghe ore di nuoto, che apre a una nuova lucidità sulle
cose, in certo senso riescono a sentire con maggiore intensità
il sapore delle cose. Ho la sensazione che attraverso ogni
singola bracciata loro riescano a sentirsi parte del mare e
lasciare dietro di sè ogni altro aspetto superfluo della
vita, avvicinandosi al senso animale e selvatico di vivere. È
un’armonia molto simile a quella che io, in barca a vela, ho
trovato con il vento. Il rapporto con il mare per Lionel porta
invariabilmente a quest’armonia: ‘una sensazione di
benessere assoluto. Mi confondo totalmente con l'acqua tanto
da sentirmi un pesce, poi realizzo di essere un uomo e quindi
lo vivo come un ballo in mezzo allo spazio blu del mare. La
mia mente è completamente distaccata da tutti i pensieri,
quindi riesco ad avere un tipo di concentrazione totalmente
diversa da quella che posso avere fuori dal mio elemento
originale.’
Sono
eccessivi quando parlano del nuoto e del mare, spesso si
avventurano in definizioni senza controllo. Sono perfino
narcisisti, l’idea che qualcuno scriva di loro li
entusiasma. Però mi piace questo loro modo di fare,
esagerato, nel cercare di spiegarmi in tutti i modi ciò che
ho già capito, senza accorgersi che ho già capito. Mi fanno
pensare ai bambini, intendo quei bambini profondi che si
chiamano uomini, che hanno voglia di giocare e raccontare un
nuovo gioco, senza schemi e pregiudizi. Quei bambini che
conoscono lo stupore, che sono capaci di allungare le braccia
e prendere il mondo nelle loro mani. Pierluigi e Lionel hanno
il mare nelle loro mani. E queste cose, uno scrittore che ha
fondato il Centro Ricerca Cetacei, le può capire.
L’incontro
con loro era inevitabile. Navigavamo nello stesso mare
dell’Arcipelago toscano, osservavamo gli stessi tramonti. Il
Centro Ricerca Cetacei, impegnato in barca a vela per attività
di ricerca, detiene oggi l’unica e più grande banca dati
scientifica sui delfini dell’Arcipelago toscano. Pierluigi e
Lionel, forse più di chiunque altro sensibili a questi mari,
hanno compreso il valore dell’attività dei ricercatori e
hanno scelto di diventarne testimonial viventi. Organizzeranno
questo inverno insieme al Centro Ricerca Cetacei una
‘Nuotata benefica per i delfini dell’Arcipelago toscano’,
che ha come obiettivo di portare l’attenzione del grande
pubblico verso questo tema particolarmente sensibile per i
mari di Toscana e nel contempo aiutare a finanziare la ricerca
scientifica. Si tratta di un evento particolarmente
interessante perchè coinvolgerà l’isola di Montecristo.
Pierluigi e Lionel sosterranno poi una serie di nuotate
benefiche a partire dal 2009 in collaborazione con il Centro
Ricerca Cetacei.
Da
un punto di vista tecnico le nuotate di Pierluigi e Lionel
sono impegnative fisicamente e non meno a livello
organizzativo. Le traversate sono seguite da un mezzo
d’appoggio e di sicurezza, nonchè dalla stampa e dalle
televisioni. C’è poi una schiera di accompagnatori
ufficiali, che contribuiscono in modo determinante alla
riuscita delle imprese: “Enzo, Enrico, Alessandro, Alberto,
Massimiliano, Federico e il padre di Pierluigi e ancora Franco
il windsurfista, Renato, Gabriele e Felicino. La traversata
dell’agosto 2007, ha visto il supporto del circolo ''Teseo
Tesei'' e come capo spedizione, Gianfranco Coletti, grande
esperto di mare, nonche' presidente del Circolo stesso. Oltre
ai soliti amici in barca (indispensabili - non finiremo mai di
ringraziarli), si sono aggregati alla simpatica comitiva, i
sub soccorritori Marco e Alberto, diventati veri e propri
Angeli custodi, infatti ci nuotano accanto, sempre vigili e
pronti per ogni evenienza. In piu' ci sono i due canoisti,
Umberto e Paolo, ulteriori presenze rassicuranti, il grande
impegno di Luciano e poi Maristella e Pierangelo del Perseo”
ci racconta Pierluigi.
Durante
le traversate, mangiano marmellata, crackers e formaggio grana
e ci precisa Pierluigi: ‘ho scoperto che quello che porta
Lionel è molto buono. A tal proposito, devo citare quella
volta che Lionel si è portato un pollo alla griglia.
Naturalmente subito sconsigliato dai nostri accompagnatori!’
Pierluigi
e Lionel nuotano spesso insieme, anche durante gli
allenamenti, che si svolgono sempre senza muta anche in
inverno, in ogni tipo di condizione (mare mosso, pioggia,
neve, grandine, catrame, meduse). ‘Dopo ogni allenamento, al
tramonto, non possiamo fare a meno del cappuccino di Lia e
Giovanni di Pomonte, del bar Katiuscia’ conclude Pierluigi.
Non
lontano da quel luogo c’è un mio luogo, a Chiessi in piazza
delle Ginestre, dove ho sempre amato andare per una birra al
tramonto o per un caffé americano al mattino. Quando non
volevo stare in barca, in quel luogo mi sono sempre sentito
vicino al mare, forse per i lunghi tramonti sulla Corsica
forse per quel senso di distanza dal resto dell’Elba che
avvolge come una coperta magica il paesino di Chiessi. Qui ho
ritrovato il ritmo del mare, quel ritmo essenziale, caldo e
intenso come il respiro.
Lionel,
un pomeriggio ospite a bordo della nostra barca a vela Altair,
mi ha accennato ai segni sull’acqua, una specie di scia
lasciata dall’uomo con il suo odore nel mare. Ho pensato
agli aborigeni australiani che attraversavano le distese
desertiche cantando le cose intorno a loro e lasciando una
specie di scia fatta del loro mondo e dei loro valori, che si
trasmettevano da una generazione all’altra. È inevitabile
che scriveremo insieme un libro sulle scie che l’uomo può
lasciare in mare, quando è capace di vedere con chiarezza i
grandi orizzonti.
E
forse è stato proprio nella luce calda di uno di quei
tramonti di Chiessi che ho visto passare lentamente e in
silenzio due nuotatori, molto vicini alla linea
dell’orizzonte, così vicini da poter essere confusi con due
delfini.
Pierluigi
e Lionel Testimonial del Centro Ricerca Cetacei per proteggere
i delfini dell’Arcipelago Toscano
Il
Centro Ricerca Cetacei, impegnato in barca a vela per attività
di ricerca, detiene oggi l’unica e più grande banca dati
scientifica sui delfini dell’Arcipelago toscano. Pierluigi e
Lionel, forse più di chiunque altro sensibili a questi mari,
hanno compreso il valore dell’attività dei ricercatori e
hanno scelto di diventarne testimonial viventi. Organizzeranno
questo inverno insieme al Centro Ricerca Cetacei una
‘Nuotata benefica per i delfini dell’Arcipelago toscano’,
che ha come obiettivo di portare l’attenzione del grande
pubblico verso questo tema particolarmente sensibile per i
mari di Toscana e nel contempo aiutare a finanziare la ricerca
scientifica. Si tratta di un evento particolarmente
interessante perchè coinvolgerà l’isola di Montecristo.
Pierluigi e Lionel nuoteranno in inverno e in notturna in
pieno Parco Nazionale, si tratta di un’area fortemente
popolata di delfini e per questo motivo particolarmente
significativa. I programmi futuri prevedono una serie di
nuotate benefiche a partire dal 2009 in collaborazione con il
Centro Ricerca Cetacei, fra cui l’impresa eccezionale della
traversata Corsica-Elba, a nuoto da Bastia a Chiessi.
Il
Centro Ricerca Cetacei insieme a Pierluigi Costa e Lionel
Cardin hanno attivato una campagna di Sponsorship per
sostenere la ricerca sui delfini e il progetto People for
Dolphins.
PEOPLE
FOR DOLPHINS 2009
People
for Dolphins© è il grande contenitore realizzato dal Centro
Ricerca Cetacei per coinvolgere e sensibilizzare il pubblico e
le aziende al mondo dei cetacei e ai nostri progetti di
ricerca, salvaguardia e intervento su delfini e balene del
Mediterraneo.
Il Centro Ricerca
Cetacei ha costituito il progetto ambizioso di realizzare un
team permanente di mezzi nautici, biologi e veterinari per la
protezione e l'intervento sui giovani delfini del
Mediterraneo. Numerose sono le specie a rischio d'estinzione,
numerose sono le problematiche che richiedono un monitoraggio
e una capacità di intervento costanti.
Che cosa puoi fare
I
PRIVATI CITTADINI possono fare una libera donazione con carta
di credito o bonifico bancario e sostenere così i nostri
investimenti per l'acquisto dei mezzi e il lavoro del
personale. In fondo a questa pagina trovi le modalità per
fare la tua donazione. Tutti coloro che sosterranno la nostra
attività verranno pubblicati con una foto nella pagina People
(se desiderano possono restare anonimi) e riceveranno report
continuativi su ciò che stiamo facendo. La donazione è una
tantum e può essere rinnovata se lo si desidera.
LE
AZIENDE possono sostenere le diverse iniziative di visibilità
che ogni anno il Centro Ricerca Cetacei organizza con diversi
partner Media giornalistici, radio e televisivi. Le aziende
oltre a disporre di un efficace strumento di marketing e di
visibilità possono così sostenere i nostri progetti di
ricerca. Visita la pagina specifica deidcata alle aziende.
I
TESTIMONIAL sono personaggi eccellenti che hanno scelto di
dare il loro contributo d'immagine per la difesa e la ricerca
sui delfini e balene. Grazie alla loro presenza tutte le
iniziative del Centro ottengono un fortissimo riscontro di
visibilità.
Adotta
un delfino
Oppure
esegui una libera donazione sul conto corrente del Centro
Ricerca Cetacei
C/C
10 000 000 4359 ABI 03069 CAB 01616
IBAN
IT72 D030 6901 61 61 0000 0004 359
info@centroricercacetacei.org
www.centroricercacetacei.org
People
for Dolphins
©2009
Worldwide
project |