Ricordo a
chi ha cominciato a interessarsi al fotovoltaico negli
ultimi tempi, che solo 3 anni fa (2005) si parlava di 8
MWp in un anno. Passare ai 20 MWp del 2006 sembrava già
un successo: il Conto Energia, con circa
10 MWp, cominciava a dare i suoi frutti. Ma è stata la
revisione della legge del febbraio 2007 che ha dato
finalmente l’impulso giusto al settore: l’installato
dell’anno 2007 raggiunse infatti i 70 MWp.
Al 12 gennaio 2009 il totale sul sito del GSE è arrivato
a 273 MWp. Significa che nel corso del
2008 sono stati connessi almeno 190 MWp.
E sono sempre più convinto che siamo solo all’inizio.
Nel 2009 è molto probabile un raddoppio
dell’installato, in quanto ormai stiamo assistendo alla
miglior pubblicità possibile degli impianti fotovoltaici,
vale a dire gli impianti stessi. E’ infatti sempre più
facile vedere un’installazione fotovoltaica, su un tetto
di una villetta piuttosto che sulla copertura di un
edificio industriale o su un terreno. La curiosità
cresce, la conoscenza pure e aumenta di conseguenza il
numero delle persone che decidono di scegliere una
tecnologia intelligente perché affidabile, sicura e
rispettosa dell’ambiente.
Affinché tale sviluppo si consolidi è necessario
garantire continuità, confermando la strada intrapresa. L’investimento
nel fotovoltaico, in un periodo di grandi
incertezze finanziarie, risulta ancora affidabile e
conveniente.
Nel 2008 il fotovoltaico ha generato in Italia fatturati
complessivi dell’ordine del miliardo di euro.
I posti di lavoro che sta creando sono ormai parecchie
migliaia. Aumentano gli investimenti in ricerca
(chiaramente sempre soprattutto privati) e nascono nuove
linee di produzione. E’ un treno che è partito e che
sarebbe sciocco fermare.
Molto interessanti i dati provenienti da diversi studi.
L’EREC, European Renewable Energy
Council, prevede che nel 2020 le fonti rinnovabili
garantiranno tra il 33 e il 40% del fabbisogno di energia
elettrica del continente. Il fotovoltaico coprirà il 5%
circa del fabbisogno elettrico europeo, grazie a 150 GWp
installati. L’EPIA è più ottimista e prevede una
copertura pari al 12% da parte del fotovoltaico (350 GWp).
Tali previsioni si basano su un punto fondamentale: la riduzione
dei costi del fotovoltaico al punto di consentire
la diffusione degli impianti anche senza sussidi. Penso
che non siamo lontani da questo obiettivo, raggiungibile a
mio avviso in 4-5 anni. Un numero di anni che è niente
nella storia dell’energia. Anche se ci dovessimo mettere
il doppio del tempo potremmo essere soddisfatti: stiamo
parlando della produzione di energia elettrica esponendo
dei pannelli al sole, fonte disponibile dappertutto e a
tutti!
Siamo vicini a una vera rivoluzione energetica. I kWh
prodotti col sole cominceranno presto a portare
sostanziose riduzioni delle bollette per
molti “utenti”, creando anche un po’ di “sano”
scompiglio nei CdA di molte aziende energetiche.
E’ una rivoluzione che è nata dal basso, con i piccoli
impianti residenziali, ma che ormai ha contagiato anche le
industrie e gli investitori, che vedono il fotovoltaico
come un’opportunità che garantisce rendimenti
interessanti in un contesto di sostanziale sicurezza.
C’è ancora tanta strada da fare e sono convinto che la
maggior parte degli operatori del settore dimostreranno
impegno, professionalità, ma soprattutto convinzione per
un settore che merita la massima dedizione, visto e
considerato l’obiettivo ultimo della nostra attività,
che non deve essere la massimizzazione del profitto, bensì
la salvaguardia del pianeta (per non dire “salvezza”,
visto che potrebbe sembrare fin troppo ambizioso).
Salvaguardia o salvezza che sia, non è una sfida da poco
…
Paolo Rocco Viscontini – Enerpoint
SpA