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| GREENPEACE: IL GIOCO AL RIALZO DI ENEL UCCIDE KYOTO |
Le recenti dichiarazioni di Fulvio Conti confermano i piani dell’Enel di
uccidere Kyoto e scaricare i costi delle emissioni di CO2 nelle tasche
degli italiani.
Confermando l’intenzione di convertire a carbone le 4 centrali di
Civitavecchia, Porto Tolle, Piombino e Rossano Calabro, le emissioni di
CO2 del Paese aumenteranno di circa 34 milioni di tonnellate. «Nel Piano
Nazionale di Allocazione delle emissioni di CO2 appena presentato dal
Governo alla Commissione europea non c’è spazio per queste emissioni.
Anzi il Piano dovrebbe essere tagliato di 23 milioni di tonnellate per
andare incontro agli obblighi di Kyoto» afferma Francesco Tedesco,
responsabile campagna clima ed energia di Greenpeace.
«È ora di capire se è lo Stato che controlla una quota di Enel o se è
Enel che controlla una quota del governo» commenta Giuseppe
Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.
Il piano presentato da Enel per le fonti rinnovabili è una bufala e non
riuscirà ad impedire l'aumento delle emissioni di CO2. Enel rimane il
nemico numero uno del clima in Italia. Nei giorni scorsi Greenpeace
aveva già denunciato le intenzioni della società attraverso una
spettacolare azione proprio a Porto Tolle, dove i climbers dell’organizzazione ambientalista internazionale sono rimasti appesi a
250 metri di altezza per tre giorni per protestare contro il ritorno al
carbone promosso da Enel. Greenpeace ha aperto un enorme striscione
sulla facciata della centrale di Porto Tolle affibbiando a Enel il
titolo di “Clima Killer numero1”.
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