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IL CORRIERE DELLA SERA: 1 Marzo 2004
Le spie acchiappa-smog «Fornelli, vernici e fumo: troppi veleni in casa» 
Lo smog in salotto. Spesso può essere più inquinato l’ambiente di casa delle vie trafficate di Milano. Per «colpa» di mobili in truciolato, vernici, colle, solventi, materiali da costruzione, fumo da sigaretta e fornelli, che possono sprigionare composti organici volatili (Voc), in particolare benzene. Inquinanti dannosi per la salute che in alcuni casi renderebbero più nocivo respirare l’aria di casa che lo smog delle strade milanesi. È il risultato di un’indagine realizzata da Legambiente in città dal 26 al 30 gennaio. Dieci case e scuole di Milano sono state monitorate per cinque giorni. Da via Belgirate a via Comelico, da via della Giustizia a via Watt fino agli istituti superiori Caterina da Siena, Zappa, Cremona e Feltrinelli. Al temine dello studio Edoardo Bai, medico del comitato scientifico di Legambiente, sintetizza: «Spesso si annidano cocktail micidiali pericolosi per la salute soprattutto tra le pareti domestiche. Con il rischio di malattie terribili come leucemia e tumori ai polmoni. Soprattutto a causa del fumo di sigaretta». 
A parlare sono i numeri. A Milano spesso i valori di Voc e benzene non sono solo oltre i limiti indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità o illustrati nei convegni scientifici: a volte le concentrazioni inquinanti in casa risultano anche superiori rispetto a quelle misurate all’esterno. Da due fino a quattro volte. In un’abitazione di via Belgirate i Voc sono a quota 895 microgrammi al metro cubo contro i 286 misurati all’esterno (la soglia d’attenzione è di 300). In un appartamento di via Comelico i Voc sono a 830 microgrammi al metro cubo contro i 237 rilevati sul balcone. Non solo. All’interno il benzene risulta il doppio che all’esterno: 21,4 contro 10,6 microgrammi al metro cubo (il limite raccomandato è a 10). In una casa di fumatori in via Watt i Voc balzano a 2.200 microgrammi contro i 354 registrati fuori. 
Di qui l’allarme di Legambiente. «L’indagine condotta su un campione del tutto simbolico - spiega Bai - vuole attirare l’attenzione su una questione da non trascurare». Un recente studio svolto dall’Unità di epidemiologia ambientale dell’Istituto dei tumori (e pubblicato a febbraio sull’ International Journal of Cancer ) sottolinea che per un bambino che respira grosse concentrazioni di benzene il rischio di ammalarsi di leucemia è di quasi quattro volte superiore rispetto agli altri. «L’indagine è incentrata - spiega il direttore, Paolo Crosignani - sulle emissioni inquinanti derivanti dal traffico. Ma le concentrazioni di benzene possono essere presenti anche in casa per via di materiali da costruzione e solventi. E i rischi non devono essere trascurati neppure dagli adulti». Il pneumologo Luigi Allegra sottolinea: «Per capire se le case di Milano sono davvero malate servono studi scientifici. Soprattutto per verificare se realmente sono tutte a rischio». 
Per intanto gli esperti consigliano di preferire materiali indicati dalle riviste di bioarchitettura, legni trattati in modo naturale, vernici ad acqua e isolanti in sughero. «Mentre viene posto spesso l’accento su emissioni inquinanti outdoor come traffico, impianti di riscaldamento e emissioni industriali - spiega il presidente di Legambiente Milano, Ennio Rota - c’è ancora troppa poca consapevolezza dei rischi che si corrono tra le pareti domestiche». 

Da molti anni nelle grandi città il numero dei veicoli circolanti sta aumentando, con un conseguente incremento delle emissioni inquinanti che progressivamente peggiorano la qualità dell’aria. Il test effettuato da Legambiente per misurare la qualità dell’aria è stato realizzato attraverso l’esposizione continuata di un certo numero di «campionatori» in dieci postazioni, scelte fra istituti scolastici e case private. Sia nelle scuole sia nelle case i campionatori sono stati posti all’esterno e all’interno. I luoghi di Milano scelti per il test: viale Marche, via Tabacchi, via Belgirate, via Comelico, via della Giustizia, via Watt. 
Secondo lo studio di Legambiente, sono i Voc (composti volatili organici) i responsabili principali dell’inquinamento casalingo. Queste sostanze sono spesso utilizzate come solventi in colori e lacche, nei detergenti, nei prodotti di bellezza, e anche come propellenti nelle bombolette spray. Se liberati nell’aria possono avere effetti nocivi per l’uomo e per l’ambiente. E’ il loro punto di ebollizione che ne determina la pericolosità: fra i Voc, dunque, particolare attenzione va prestata a quelli che hanno un punto di ebollizione compreso fra il limite inferiore di 50-100°C e quello superiore di 240-260°C. 
Simona Ravizza

 

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