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| IL MESSAGGERO:Lunedì 26 Gennaio 2004 |
| Bertollini:
«Lo smog non cala, servono solo interventi strutturali» |
Una ricerca dell’Oms,
l’organizzazione mondiale della sanità, aveva quantificato
una cifra choc: l’inquinamento in un anno (era il 1999)
aveva causato quasi 1.300 morti a Roma. Nel gennaio del 2002
un altro studio dell’Oms si era concentrato sull’incidenza
delle polveri sottili, le Pm10, e anche in questo caso il
risultato era stato preoccupante: erano state prese in
considerazione due settimane del mese di gennaio nello studio
dedicato alla presenza massiccia di Pm10 nell’aria e
calcolato il numero delle morti in eccesso conseguenti: a Roma
si andava da un minimo di una morte al giorno a un massimo di
6. Sono trascorsi altri due anni e oggi, gennaio 2004, Roma è
costretta a ricorrere al provvedimento delle targhe alterne
per fermare l’eccesso di polvere sottili nell’aria.
E Roberto Bertollini, direttore tecnico dell’Ufficio
regionale per l’Europa dell’Oms, avverte: «Il livello
dell’inquinamento, sostanzialmente, è rimasto costante.
Soprattutto per quanto riguarda le polveri sottili, la cui
azione incide all’incirca sul cinque per cento della
mortalità, nei soggetti che hanno superato i trent’anni».
La battaglia, fra l’altro, si sta rivelando molto difficile
e insidiosa: «Colpisce che anche in piccoli centri non si
riesca a limitare la presenza delle polveri sottili
nell’aria. E c’è una situazione simile anche in altre
grandi città europee, in alcune viene registrato un
miglioramento, in altre, come Parigi, il fenomeno è ancora
molto grave». E allora quali sono i rimedi, gli strumenti,
visto che in pochi credono che davvero le targhe alterne
possano ridurre in modo stabile le polveri sottili? «Non
esistono misure a breve periodo - spiega Bertollini - servono
politiche complesse, serve coraggio, anche con scelte
impopolari. L’unica strada è seguire politiche a lungo
periodo: dalla metropolitana, ai tram elettrici, alle piste
ciclabili, ai mezzi alternativi». |
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