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IL CORRIERE DELLA SERA: 16 Febbraio 2005
Kyoto è legge in 141 Paesi del mondo
Commissione Ue: non ancora approvato il piano italiano, già bocciato una prima volta. Scadenza non fissata
KYOTO - Il protocollo di Kyoto è entrato ufficialmente in vigore a partire dalle 6 ora italiana (alla mezzanotte di New York) di mercoledì mattina. Lo ha annunciato l'Onu direttamente dalla città giapponese dove il trattato è stato firmato l'11 dicembre 1997. Alle 11,30 si terrà una cerimonia.

Manifestazione a favore dell'adozione del protocollo a Tokyo (AP) 
COMMISSIONE UE: PROSSIMI MESI DECISIONE SU ITALIA - «Nei prossimi mesi prenderemo una decisione sui piani nazionali per i tagli delle emissioni dei quattro Paesi che ancora mancano, che sono Italia, Grecia, Polonia e Repubblica Ceca». Lo ha detto il commissario europeo per l'Ambiente, Stravos Dimas. «Ci sono problemi che sono in fase di discussione», ha aggiunto Dimas indicando che comunque la Commissione europea resta «fiduciosa» sulla possibilità di affrontarli e risolverli. 
«Stiamo negoziando con l'Italia», aveva riferito martedì, Barbara Helfferich, portavoce di Dimas, commentando le indiscrezioni di stampa secondo le quali il piano potrebbe di nuovo essere bocciato dopo essere già stato rivisto dal governo italiano. «Dobbiamo valutare le percentuali di emissione» dei gas nocivi e «abbiamo bisogno di tutte le informazioni possibili da parte del governo per poter decidere come e se modificarlo. Ma non c'è una scadenza alla fine del mese», ha chiarito la Helfferich.

MINISTERO AMBIENTE: «FALSE VOCI BOCCIATURA» - Il ministero dell'Ambiente in una nota ha definito «false e destituite di ogni fondamento» le indiscrezioni sulla bocciatura del piano italiano delle emissioni. Il ministero precisa inoltre che il piano italiano delle emissioni «sarà ripresentato all'Ue martedì prossimo ed è in fase di elaborazione proprio sulla base dei consigli e dei suggerimenti avanzati dalla Commissione europea». 

LEGAMBIENTE: «SCHIAFFO PER L'ITALIA» - Per Roberto Della Seta (Legambiente), se il piano nazionale fosse di nuovo bocciato, «sarebbe uno schiaffone memorabile». Ma che la Ue, continua Della Seta non potesse accettare il piano era «scontato: troppo carbone, nessun concreto tentativo di ridurre i gas emessi. Non solo aumenteranno le emissioni rispetto al 1990, ma anche rispetto al 2000» 
16 febbraio 2005

 

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