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LIBERTA': 26 Febbraio 2004 |
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Inquinamento:
dentro casa c'è |
L'inquinamento negli ambienti chiusi è un problema cruciale. Che va imputato in larga misura agli arredi, ai trattamenti che subiscono, alla verniciatura e lucidatura, mediante il ricorso a sostanze chimiche di accertato potere tossico. Ma sono in dirittura di arrivo nuovi criteri e standard ecologici per l'assegnazione dell'Ecolabel, il marchio europeo di qualità ecologica, che riguarderanno proprio l'eco compatibilità e le prestazioni ambientali di mobili ed arredamenti di abitazioni, uffici, scuole, ristoranti e hotel. I criteri non riguarderanno soltanto la riduzione nell' impiego di sostanze dannose per la salute e l'ambiente, il ricorso a tecnologie a ridotto consumo energetico, ma anche a sistemi di progettazione che riducano gli scarti o li rendano immediatamente utilizzabili per la termocombustione e la produzione di energia.
Ma soprattutto colloca al primo posto la fissazione di criteri per la produzione di oggetti ecologici, che non arrechino danno all'ecosistema terrestre e non comportino un impoverimento del patrimonio forestale. Si tratta di criteri innovativi che interessano particolarmente il nostro Paese, leader nella produzione di mobili d'arredamento, un settore di mercato trainante nell' economia italiana. Molto frammentato in termini di numero e tipologie di operatori - si contano oltre 18.000 aziende di vendita al dettaglio tra negozi tradizionali di piccole, medie e grandi dimensioni, catene, affiliati e negozi di mobili per ufficio e più di 22.000 punti vendita, mentre sono 35.000 le aziende produttrici - il comparto è prevalentemente costituito da aziende con meno di 20 addetti. Ed è per questo che l' introduzione di standard uniformi di qualità ecologica si presenta più complessa. Anche se per molte imprese il ricorso a tecnologie e materiali di minore impatto sull'ambiente comincia a costituire una irrinunciabile componente di mercato, suscettibile di produrre effetti positivi sia in termini di fidelizzazione della clientela che di competitività. Ad esempio già 400 produttori di mobili hanno aderito al Consorzio Pannello Ecologico, nato dall'iniziativa di un gruppo di aziende che utilizzano esclusivamente legno riciclato. Si tratta di un pannello di tipo truciolare, ma a differenza di prodotti analoghi viene realizzato impiegando esclusivamente legno riciclato, con materiali eco-compatibili ed un processo produttivo di qualità certificata anche dal punto di vista del consumo di risorse, della produzione di scarti e di sostanze inquinanti in atmosfera e nelle acque. Sono ormai numerose le regioni, a cominciare da quelle del Nord Est, che hanno dato vita a provvedimenti destinati ad agevolare le produzioni di mobili sostenibili. Un'opportunità che interessa soprattutto le realtà dei distretti, primi tra tutti il Distretto della Sedia della Provincia di Udine e il comparto produttivo del mobile della Provincia di Pordenone che hanno partecipato a un progetto di successo promosso dall'Enea e dal Ministero dell'Ambiente, avviando iniziative concrete per dare attuazione dalle norme europee e italiane sulla limitazione dei solventi organici volatili nelle attività produttive cruciali per il settore, quelle cioè dei cicli di verniciatura. Ma ambedue questi distretti stanno anche verificando l'operatività di progetti per l'introduzione di sistemi di efficienza e risparmio energetico e idrico. Anche in previsione delle opportunità offerte dal nuovo sistema EMAS che permetterà a raggruppamenti di soggetti imprenditoriali di aderire alla certificazione di qualità.
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