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| LIBERTA':Martedì 31 Gennaio 2004 |
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Trecentomila ettari da
bonificare |
Nel nostro paese le aree territoriali
contaminate costituiscono un'area complessiva i 300.000
ettari, un territorio grande quanto una provincia media
italiana, e sono 49 i siti di interesse nazionale
riconosciuti. Il dato è stato diffuso dal direttore generale
dell'Apat (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i
servizi tecnici) Cesari, secondo il quale «non esiste Regione
italiana senza un sito industriale da bonificare». Il
problema non è quindi legato alle sole realt
territoriali locali, ma investe l'intera nazione e incide
sull'ecosistema. La questione è stata oggetto di attenzione
al convegno internazionale di Venezia, sul tema «Remediation
of contaminated sediments, organizzato dalla Societ di
ricerca americana Battelle, chre ha visto la presenza di
esperti provenienti da circa 40 Paesi.
Sono stati affrontati i problemi ambientali e di salute
connessi alla contaminazione delle acque e dei sedimenti
marini. Secondo Cesari i finanziamenti messi a disposizione
dal governo «consentono di svolgere le prime azioni per il
contenimento dell'inquinamento, ma occorrono altri
finanziamenti per la bonifica dei siti stessi. C'è quindi
spazio anche per l'intervento privato nella riqualificazione
dei siti e per consentire al Paese di riappropriarsi di questi
territori attualmente non fruibili». Molte di queste zone
contaminate si trovano lungo le coste, e sono maggiormente
suscettibili di ampia rivalutazione e restituzione all'uso dei
cittadini. I siti di interesse nazionale riconosciuti dalla
normativa ammontano a 49, per i quali APAT fornisce supporto
tecnico al ministero dell'ambiente in sede d i valutazione dei
progetti riguardanti le attivit di bonifica. Compito
dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente è di valutare i
piani di caratterizzazione, i progetti di bonifica e gli
interventi di messa in sicurezza d'emergenza. L'Agenzia
coordina inoltre le attivit delle ARPA e APPA sui siti di
interesse nazionale, partecipa a gruppi di lavoro per la
definizione di protocolli di campionamento e analisi, elabora
piani di caratterizzazione e progetti di bonifica cooperando
con Pubbliche Amministrazioni, fornisce supporto tecnico agli
Uffici Commissariali quali ACNA, Campania, Bacino del Fiume
Sarno, ecc.
A garantire il corretto svolgimento dei procedimenti provvede
il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio,
attraverso la Conferenza dei Servizi che con i due livelli,
istruttorio e decisorio, rappresenta uno strumento
fondamentale di discussione e di incontro tra soggetti
pubblici e privati. Gli Enti Tecnici, tra cui l'APAT, sono
chiamati istituzionalmente a partecipare al lavoro istruttorio
sui progetti riguardanti la messa in sicurezza d'emergenza, la
caratterizzazione e la bonifica dei Siti di Interesse
Nazionale e alla elaborazione dei progetti nei casi in cui il
responsabile dell'inquinamento non sia individuabile. Oltre a
ciò, va anche sottolineato che l'APAT ha avviato un'attività
di supporto specificamente rivolta alla bonifica per il sito
di Cengio e alla redazione di linee guida per le tecnologie di
bonifica e per le problematiche inerenti i suoli contaminati
lungo i corsi d'acqua.
Giorgio Valti |
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