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LA PADANIA: 21 gennaio 2005

Ogm, il “decreto Vascon” frena le pressioni delle multinazionali
SIMONE BOIOCCHI

Il decreto legge sugli organismi geneticamente modificati (Ogm) incassa il suo primo sì alla Camera e passa a Palazzo Madama. In Senato il testo arriverà però con tre importanti modifiche volute ed ottenute grazie a tre emendamenti della Lega Nord. Mercoledì l’approvazione del primo emendamento dell’onorevole Luigino Vascon - capogruppo del Carroccio in Commissione Agricoltura a Montecitorio -, su cui governo e commissione avevano reso parere negativo. Ieri più o meno la stessa situazione con l’approvazione di due emendamenti che non “piacciono troppo” al ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno. Il primo, elimina la scadenza del 31/12/2005 per l’adozione dei piani regionali di coesistenza delle colture transgeniche, convenzionali e biologiche. Il secondo raddoppia le sanzioni inizialmente previste dal dl per chi coltiverà gli Ogm prima della redazione dei piani regionali di coesistenza, prevedendo anche la reclusione.
Mentre il capogruppo del Carroccio a Montecitorio Alessandro Cè sottolinea che «la Lega è stata coerente con il suo atteggiamento», e non ritiene «particolarmente grave, visto che ora il testo è migliore», che i suoi deputati abbiano votato con quelli del centrosinistra, Luigino Vascon rivendica che «il Carroccio non si è piegato alle multinazionali. Siamo solo stati coerenti con le nostre idee. In buona sostanza - chiarisce Vascon -, siamo riusciti a mettere un freno a chi voleva la commistione tra sementi transgeniche, convenzionali e biologiche. Non dimentichiamoci poi che con la modifica dell’articolo 4 è stata eliminata la scadenza del 31 dicembre 2005 per l’adozione dei piani regionali di coesistenza delle colture transgeniche, convenzionali e biologiche».
Per chi non rispetterà le disposizioni previste da quello che tutti già chiamano “decreto Vascon”, un duro inasperimento delle sanzioni previste. «Chiunque non rispetti le disposizioni di cui all’articolo 8 - continua l’esponente leghista -, sarà punito con l’ammenda da 5 mila a 50 mila euro e, nei casi più gravi, con l’arresto da uno a due anni. Dalle sanzioni prettamente amministrative previste in precedenza, insomma, al carcere». Una battaglia, quella contro gli Organismi geneticamente modificati, sottolinea l’esponente della Lega Nord, che ha sempre visto il Carroccio in prima linea. «Le coltivazioni Ogm - chiarisce - si stanno dimostrando sconvenienti a livello economico e creano gravi problemi al territorio. Davanti agli occhi di tutti, poi, il fatto che non vadano in soccorso delle popolazioni che soffrono la fame nel mondo. Anzi al limite - spiega Vascon -, hanno l’effetto contrario. Gli Ogm sono nelle mani delle multinazionali che ne detengono il seme e quindi le chiavi della dispensa. Se andiamo ad alimentare persone con prodotti Ogm, le loro difese immunitarie cambiano così come i medicinali per curare le loro patologie. Bene, nessuno si stupirà se ricordo che i signori delle multinazionali hanno anche le chiavi dell’armadietto delle medicine».
Infine una stoccata al titolare del dicastero delle Politiche Agricole e Forestali: «Il governo non può da un lato promuovere e tutelare una politica agraria legata al territorio valorizzando le diverse denominazioni (Docg, Doc, Igt...) e dall’altro aprire le porte al transgenico. Ecco perché dico che la Lega si è comportata in maniera estremamente coerente e non si è fatta ammaliare dal canto delle sirene delle multinazionali, come invece hanno fatto altri partiti».
Al fianco della Lega Nord anche le forze di opposizione. «Il Carroccio migliora con il suo voto un testo pasticciato», sottolinea il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, mentre per Pino Sgobio del Pdci la sordità e la cecità di alcuni esponenti del governo è cronica.

 

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