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IL CORRIERE DELLA SERA:12 settembre  2006
A Milano 800 morti l'anno per smog  "Studio dell'Università Bicocca: troppi decessi prematuri per il pm10 La Provincia: subito interventi in tutta l'area metropolitana"

Un pedaggio per entrare a Milano? Non «si può escludere». Ma prima, devono essere soddisfatte alcune «condizioni ineludibili. Ci vuole un Patto metropolitano contro gli inquinamenti». La Provincia e il suo presidente Filippo Penati cercano di uscire da una discussione che, limitata al dilemma secco sul sì o no alla pollution charge, rischia di creare problemi seri all’interno di un centrosinistra che controlla buona parte delle amministrazioni che circondano il capoluogo. E i cui elettori farebbero fatica a comprendere il sì al futuro balzello.

Il punto di partenza di Penati è che gli interventi anti-smog «devono necessariamente riguardare un’area vasta, non limitata alla sola Milano». E dunque, massima disponibilità alla collaborazione, ma «soltanto se si ragiona in un’ottica di area metropolitana». La proposta è quella di un «accordo di programma con Regione e Comune, ma anche con il Governo. In cui ciascuno fa la propria parte, anche dal punto di vista dei finanziamenti. E chissà mai che non si possa stabilire, a partire da Milano, un modello». Solo in quel caso, dice Penati, «il ticket ci può anche stare». La prima risposta arriva dall’assessore comunale all’Ambiente Edoardo Croci: «Siamo favorevoli alla cooperazione istituzionale e disponibili a confrontarci sul Patto metropolitano, anche se aspettiamo di meglio conoscerne le linee guida. E ci fa piacere che le nostre proposte suscitino interesse nelle altre istituzioni: è un’emulazione positiva».

Ma cosa contiene il «Patto»? L’assessore provinciale Bruna Brambilla indica il «Metrobosco» (la piantumazione di 30mila ettari di territorio provinciale) e l’adozione da parte dei comuni di un regolamento edilizio (riguardante anche le ristrutturazioni) che prescriva e incentivi le nuove tecnologie di risparmio energetico. Sul fronte del traffico, l’assessore Paolo Mattucci propone il rilancio del «bollino blu», l’aumento del trasporto pubblico con politiche tariffarie che ne incentivino l’utilizzo, un nuovo piano parcheggi di area vasta. Sì, ma il ticket? La Provincia nel suo documento pone, appunto, alcune «condizioni ineludibili». Oltre al «completo coinvolgimento di tutte le rappresentanze istituzionali», nel documento si chiede che «l’ipotetica area a pagamento non coincida con i confini di Milano», e che nei comuni di prima cerchia le tariffe del trasporto pubblico siano parificate a quelle milanesi.

La giunta provinciale ha approvato il «Patto» all’unanimità. Eppure, la presunta condiscendenza di Penati nei confronti del ticket voluto da Letizia Moratti continua a destare perplessità. Il capogruppo Prc, Antonello Patta, osserva che «non è possibile dialogare se sul tavolo c’è una proposta precostituita come quella del ticket. Non vorrei essere io a doverne rispondere ai sindaci». Ma un nuovo allarme è arrivato ieri dal XXIII congresso della società chimica italiana in corso a Firenze. Uno dei massimi esperti nazionali in tema di polveri sospese, il professor Ezio Bolzacchini dell’università Bicocca, ha spiegato che il pm10 causa «la morte prematura di 350 mila europei all’anno, di cui 800 nella sola Milano».



di Marco Cremonesi

 

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