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MANIFESTO:9 ottobre 2004
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Ogm, stop ad Alemanno |
Il consiglio dei ministri rinvia l'approvazione del decreto: «E' troppo restrittivo»
Vince il biotech La lobby pro-ogm preme su Forza Italia per la modifica delle norme. Protestano associazioni degli agricoltori, ambientalisti e Verdi
GIANNI ROSSI BARILLI
Il consiglio dei ministri, a sorpresa, ha rinviato ieri l'approvazione del decreto del ministro dell'agricoltura Alemanno sulla coesistenza tra ogm e colture tradizionali. Il provvedimento, come ha spiegato lo stesso Alemanno, è stato rinviato di una settimana «per un passaggio che ci sarà giovedì prossimo nella conferenza stato-regioni». Il problema sarebbe che «alcuni ministri hanno giudicato la norma troppo restrittiva, in particolare nelle competenze esclusive delle regioni in campo agricolo». «In ogni caso - aggiunge Alemanno - continuo a ritenere questo provvedimento necessario e urgente per garantire la produzione agroalimentare di qualità». Al di là dell'appiglio tecnico utilizzato per bloccare il decreto, dire che è troppo restrittivo ne riassume bene anche la sostanza politica. Almeno dal punto di vista degli amici del biotech, il cui evidente interesse è non avere nessuna legge che impedisca la contaminazione genetica o averne una il meno restrittiva possibile. Coerente con questo obiettivo, la lobby biotecnologica si è data da fare e ha trovato comprensione anche presso alcuni ministri di Forza Italia. Un rinvio temporaneo può sembrare poco, ma visto che è tempo di semine è già qualcosa. Il presidente della Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, infatti, dice che il rinvio del decreto rappresenta una «preoccupante battuta d'arresto»: «La mancanza di chiarezza sulle misure da osservare alla luce anche dell'ormai imminente avvio delle semine per la prossima campagna cerealicola è un elemento che accresce il disagio di tutti gli operatori della filiera, in particolare degli agricoltori». Altrettanto preoccupato si dichiara Vincenzo Vizioli, presidente dell'Aiab, per il quale il nulla di fatto in consiglio dei ministri «espone l'agricoltura italiana alla contaminazione irreversibile da ogm».
Come chiarisce la senatrice dei Verdi Loredana De Petris (puntualizzando che «è la seconda volta che il provvedimento sugli ogm del ministro Alemanno viene restituito al mittente»), la lentezza del governo lavora a favore degli interessi delle multinazionali del transgenico: «Dalla prossima stagione di semina potranno essere vendute anche nel nostro paese le sementi geneticamente modificate recentemente iscritte al registro europeo delle varietà, senza che sia stata predisposta alcuna misura di prevenzione a salvaguardia delle produzioni convenzionali, tipiche e biologiche». Figuriamoci poi se, anziché rinviare il decreto per «motivi tecnici», si sta pensando a modificarlo nella sostanza per renderlo più gradito alle imprese biotech. Allora sì che i tempi si allungherebbero, anche perché, come fa notare Vizioli, il decreto nella sua forma attuale è «atteso e condiviso dal mondo agricolo, ambientalista e dei consumatori».
Dagli ambientalisti arrivano giudizi non meno duri di quelli degli agricoltori nei confronti del governo. Per Francesco Ferrante di Legambiente il rinvio del decreto è «inaccettabile», mentre per Federica Ferrario, responsabile della campagna ogm di Greenpeace, è «inaudito». «C'è da chiedersi - afferma Ferrario - quali interessi stiano salvaguardando il governo Berlusconi e i suoi ministri, visto lo stop al provvedimento proposto dal ministro Alemanno. Tutto questo in barba al chiaro rifiuto degli ogm espresso non solo dai consumatori, ma anche dal mondo agricolo, della produzione e della distribuzione dei prodotti alimentari». Ivan Verga, vicepresidente di Verdi ambiente e società, annuncia per i primi giorni della prossima settimana, «l'autoconvocazione della coalizione "liberi da ogm"» che «saprà dare tutte le risposte di mobilitazione necessaria per tutelare la scelta ogm free dei produttori e dei consumatori italiani». A proposito di mobilitazioni, il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni si augura che il governo si accorga anche di quella «che ha portato in meno di un anno oltre 1100 comuni italiani a dichiarare il proprio territorio "libero da ogm" e che ha coinvolto, oltre ai comuni, le province, le comunità montane e la stragrande maggioranza delle regioni che hanno adottato o stanno adottando provvedimenti per difendersi dalle contaminazioni». Su questa linea, promette Bedoni, si va avanti senza deflettere: «Per raccogliere le adesioni, che si aggiungono sul territorio giorno per giorno, a difesa della libertà di produrre e consumare alimenti non contaminati».
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