FAQ
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- Creato Lunedì, 28 Febbraio 2011 16:55
- Ultima modifica il Martedì, 26 Febbraio 2013 18:55
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A chi è possibile chiedere il controllo della qualità delle acque marine, laddove si ritenga ci siano seri rischi di inquinamento e danno alla salute e all'ambiente?
E' necessario rivolgersi al Nucleo ambientale dei Carabinieri e portarne a conoscenza il Comune e l'ARPA a cui compete il tratto di costa interessato.
E' possibile conoscere il grado di balneabilità delle spiagge?
Le informazioni sulla balneabilità delle spiagge sono disponibili presso il sito del Ministero della Salute. Il Ministero fornisce informazioni raccolte dai laboratori su punti di prelievo fissati dalle Regioni (D.P.R. 470/82 e successive modificazioni)
Qual è l'iter generale di un intervento di bonifica da amianto?
Nel caso in cui l'utente desideri asportare autonomamente il materiale di amianto, può chiedere informazioni tecniche per la rimozione in sicurezza alla ASL o all'ARPA della propria Regione. Nel caso, invece, che la rimozione necessiti dell'intervento di una ditta privata che asporti il materiale, è necessario verificare che questa abbia l'abilitazione secondo quanto stabilito dal DPR 8/8/94. La ditta predisporrà un piano di bonifica che verrà approvato dalla ASL (eventualmente in concerto con l'ARPA circa l'analisi di campioni di materiali prelevati dal sito della bonifica). La ASL seguirà i lavori, certificando la restituibilità ambientale del luogo in cui è stata effettuato l'intervento di bonifica. Per maggiori informazioni circa le competenze attribuite alle ASL e alle ARPA del proprio territorio, è necessario consultare il piano di bonifica approvato dalla Regione di appartenenza.
A chi è possibile rivolgersi per avere informazioni circa l'eventuale inquinamento elettromagnetico provocato da installazioni di antenne e ripetitori attigui alle abitazione e ai centri abitati?
Le informazioni relative all'inquinamento elettromagnetico provocato da installazioni di antenne e ripetitori radio possono essere richieste alle Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) o, per le Provincie autonome, alle Agenzie Provinciali per la Protezione dell' Ambiente (APPA). Per maggiori informazioni consultate i siti di ciascuna agenzia, raggiungibili dalla pagina del Sistema delle Agenzie. Le installazioni di tali impianti sono, tuttavia, autorizzate dal Comune, previa valutazione dell'impatto elettromagnetico sul territorio circostante da parte delle ARPA/APPA.
A chi spettano le funzioni di vigilanza e controllo sanitario e ambientale circa le esposizioni della popolazione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici?
Secondo quanto stabilito dall'art.14 della legge n.36/2001 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" le funzioni di vigilanza e controllo sanitari e ambientali sono affidate alle Amministrazioni comunali (e provinciali) che effettuano le opportune verifiche. Le suddette Amministrazioni si avvalgono del supporto tecnico delle Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) o, per le Provincie autonome, delle Agenzie Provinciali per la Protezione dell' Ambiente (APPA).
A chi bisogna rivolgersi per richiedere la misurazione del gas radon negli ambienti domestici e lavorativi?
E' possibile rivogersi alle Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente (ARPA) o, per le Provincie autonome, alle Agenzie Provinciali per la Protezione dell' Ambiente (APPA). I contatti sono disponibili presso la pagina dedicata al Sistema delle Agenzie. Oppure a ditte private "idoneamente attrezzate" (comma 4,art.10-ter del d.lgs 241/2000).
Quali classi di attività bisogna inserire nell'applicazione della tariffa rifiuti?
Le classi di attività sono indicate nel D.P.R. 158/99 (tabelle 3a, 3b, 4a e 4b). Tuttavia, si deve in ogni caso far riferimento al regolamento di applicazione della tariffa ed alle relative delibere tariffarie emanate dall'amministrazione comunale competente per territorio.
E' possibile scaricare l'acqua generata da un impianto di condizionamento domestico nella fogna? Anche se ha una temperatura leggermente superiore a quella immessa nell'impianto?
L'autorizzazione agli scarichi è disciplinata dall'art. 45 del Decreto legislativo 152/99 e s.m.i. Nella fattispecie, il comma 4 recita: "In deroga al comma 1 (tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati), gli scarichi di acque reflue domestiche in reti fognarie sono sempre ammessi nell'osservanza dei regolamenti fissati dal gestore del Servizio Idrico Integrato".
E’ possibile disporre di dati sulla quantità di rifiuti differenziati raccolti dalle Regioni e nell’ambito delle Città metropolitane italiane?
Tutte le informazioni sui rifiuti sono presenti nella pubblicazione "Rapporto rifiuti 2007" disponibile sul sito dell’ISPRA al seguente indirizzo internet: http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html
Esistono dati relativi ai quantitativi raccolti in tonnellate anno di pile?
I dati sono presenti in forma aggregata nella pubblicazione "Rapporto rifiuti 2006" dell’APAT. I dati riguardano, infatti, non solo le pile, ma anche gli accumulatori. La pubblicazione è disponibile al sito: http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html. Per avere informazioni più dettagliate è necessario contattare direttamente i Comuni e/o i Consorzi che si occupano di effettuare la raccolta delle pile.
Esiste un elenco dove sono raggruppate tutte le discariche presenti nel nostro territorio? In particolare, le discariche per rifiuti speciali pericolosi?
Nella pubblicazione APAT "Rapporto rifiuti 2006" è indicato il numero totale, al livello nazionale, regionale e provinciale delle discariche che si occupano di rifiuti speciali, ma non la ragione sociale di queste, per motivi di privacy. Il rapporto è disponibile sul sito dell’ISPRA al seguente indirizzo internet: http://www.apat.gov.it/site/it-IT/APAT/Pubblicazioni/Rapporto_rifiuti/Documento/rapporto_rif_07.html. Nel caso si necessita di dati più esaurienti è necessario rivolgersi alle Regioni e alle Province in quanto dispongono dell’elenco completo delle discariche presenti sul loro territorio.
Quali sono i riferimenti normativi principali sul rumore?
"La legge quadro sull'inquinamento acustico è la legge 26 ottobre 1995, n. 447 che, assieme ai decreti attuativi emanati successivamente, definisce le competenze sia degli Enti pubblici che compiono le azioni di ordinamento, pianificazione e controllo (Stato, Regioni, Province e Comuni), sia i parametri e i limiti per la definizione stessa dell'inquinamento acustico.
Per un elenco esauriente della normativa italiana di settore, si consiglia di visitarela pagina dei temi dedicata alla normativa vigente sull'inquinamento acustico.
Per quanto riguarda la normativa a livello europeo è possibile fare riferimento:
1) alla direttiva 2002/49 sulla gestione del rumore ambientale con gli adempimenti previsti per le città metropolitane e le infrastrutture di trasporto nella realizzazione di Mappature Acustiche Strategiche e appositi Piani d'Azione;
2) alla direttiva 2000/14 (recepita in italia come D.L. n.262 del 4 settembre 2002) concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate ad operare all'aperto. La direttiva 2000/14 mira a ridurre l'inquinamento acustico agendo sulla sorgente.
Ulteriori informazioni sono reperibili presso il sito della Commissione Europea.
Fra le attività e i servizi offerti dall'APAT c'è anche quello della misurazione dell'inquinamento acustico presso le abitazioni private?
"L'ISPRA non svolge direttamente attività di controllo a livello locale, queste competono alle Agenzie Regionali (o Provinciali nel caso di Province autonome) per la Protezione dell'Ambiente (ARPA/APPA)
Occorre, dunque, rivolgersi all'ARPA/APPA competente nella Regione di appartenenza. Un elenco di tali Agenzie è disponibile presso la pagina dedicata al Sistema delle Agenzie"
Quali sono le modalità attraverso cui la legge intende controllare e ridurre l'inquinamento acustico convolgendo i vari Soggetti istituzionali locali?
I Comuni devono attuare la classificazione acustica (o zonizzazione del territorio). Le Regioni, in base alla legge quadro 447/95 devono emanare specifiche leggi regionali che contengano le modalità di assegnazione delle classi e i criteri di realizzazione del piano di classificazione acustica comunale e gli aspetti amministrativi riguardanti la gestione comunale dell'inquinamento acustico.
Che cosa sono le classificazioni acustiche (o zonizzazione) del territorio?
La classificazione acustica è un atto di pianificazione di competenza del Comune al quale fa riferimento il territorio preso in esame. Essa è la suddivisione del territorio comunale in aree acusticamente omogenee in cui sono validi dei limiti di rumore specifici nei periodi di riferimento diurno e notturno. L'attività di pianificazione mira, in prima analisi, ad elaborare una classificazione acustica prodotta dalle attività antropiche ed in seguito a disciplinarne l'esercizio, portando le emissioni acustiche entro limiti normativamente stabiliti (tabella A del D.P.C.M. 14/11/1997).
A chi posso rivolgermi per chiedere maggiore tutela per l'ambiente naturale e paesaggistico e la sicurezza agroalimentare?
E' possibile rivolgersi al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato.
A chi posso rivolgermi per segnalare un reato ambientale?
E' possibile contattare il Nucleo ambientale dei Carabinieri presso il Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, telefonando al numero verde: 800.253608.
Se in un Comune, la raccolta dei rifiuti solidi urbani è inefficiente ed è costantemente bloccata per la chiusura dei centri per la raccolta territoriale, il cittadino come può tutelarsi?
L'art. 59 comma 4 del Decreto legislativo n. 507/1993, prevede la richiesta da parte del cittadino, di rimborso del 60% della tariffa pagata per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, qualora sia inefficiente a causa della chiusura dei centri di raccolta territoriale. Nell'eventualità in cui la richiesta di risarcimento non venga accolta dal Comune, il cittadino può intraprendere le azioni che ritiene opportune, rivolgendosi ad esempio al Difensore civico o chiedendo il supporto legale di un'Associazione per la difesa dei consumatori.






