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| Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO
EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla sicurezza generale dei prodotti |
RELAZIONE ILLUSTRATIVA
1. Introduzione
2. Motivi, obiettivi e principali elementi della proposta
3. Sussidiarietà
4. Aspetti economici e impatto sulle PMI
5. Consultazioni
6. Contenuto della proposta
1. Introduzione
La direttiva del Consiglio 92/59/CEE sulla sicurezza generale dei prodotti (DSGP) è stata
adottata il 29 giugno 1992 e doveva essere recepita dagli Stati membri entro e non oltre
il 29 giugno 1994. La direttiva si basava sull'articolo 100A (attuale articolo 95) ed è
stata adottata prima dell'entrata in vigore del trattato di Maastricht, in cooperazione
con il Parlamento europeo.
L'articolo 16 della direttiva recita:
"Quattro anni dopo la data di cui all'articolo 17, paragrafo 1, in base ad una
relazione della Commissione relativa all'esperienza acquisita, corredata delle opportune
proposte, il Consiglio delibera in merito all'eventuale adeguamento della presente
direttiva in particolare per estenderne il campo di applicazione definito all'articolo 1,
paragrafo 1 ed all'articolo 2, lettera a), nonché in merito all'opportunità di
modificare le disposizioni del titolo V".
La Commissione ha svolto un riesame e una valutazione approfonditi dell'attuazione e
dell'applicazione pratica della direttiva.
Una relazione sui principali risultati del riesame è presentata separatamente al
Parlamento europeo e al Consiglio. I dettagli figurano inoltre integralmente nel rapporto
su uno studio (disponibile su Internet
http://europa.eu.int/comm/dgs/health_consumer/index) svolto per la Commissione dal
"Centre du droit de la Consommation" dell'Università Cattolica di Lovanio.
Il miglioramento della salute e della sicurezza dei consumatori rappresenta una delle
priorità politiche annunciate dalla Commissione. La presente proposta si situa
nell'ambito delle azioni che perseguono tale obiettivo. La direttiva sulla sicurezza
generale dei prodotti ed altre direttive relative alla sicurezza dei prodotti prescrivono
un elevato livello di tutela dei consumatori nell'Unione europea. Tuttavia, recenti crisi
del settore alimentare e alcune debolezze per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti
industriali hanno rivelato la necessità di rafforzare l'attuale regime giuridico.
L'esperienza ha finora messo in evidenza alcune debolezze delle disposizioni della
direttiva che ne hanno limitato il raggiungimento degli obiettivi, come pure alcuni
bisogni in materia di tutela dei consumatori non sufficientemente presi in considerazione
dalla direttiva nella sua forma attuale.
Le statistiche raccolte tramite il sistema europeo di sorveglianza degli incidenti
domestici e del tempo libero (EHLASS) [1], sistema globale europeo di raccolta di dati
uniformi sugli incidenti che colpiscono i consumatori, indicano un elevato numero di casi
mortali dovuto a questo tipo di incidenti, in parte in relazione con l'utilizzazione di
prodotti di consumo. Il numero annuale di casi di morte nell'Unione per via di attività
domestiche o del tempo libero era (nel 1996) di 83 000, mentre circa 6 000 persone muoiono
sul luogo di lavoro e 45 000 a causa di incidenti automobilistici. Gli incidenti domestici
e del tempo libero sono la causa più importante del decesso di persone di età inferiore
ai 35 anni. Occorre tuttavia osservare che queste cifre comprendono anche gli incidenti
che non coinvolgono necessariamente prodotti pericolosi nell'accezione della presente
direttiva.
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