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Mitigazione dei cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico è già in atto ed è destinato a continuare: le temperature sono in aumento, l’ andamento delle precipitazioni sta variando, ghiaccio e neve si stanno sciogliendo e il livello medio del mare, si sta innalzando a livello globale. È molto robabile che il riscaldamento sia, per la maggior parte, dovuto all’aumento delle concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera dovutoalle emissioni antropogeniche. Per mitigare il cambiamento climatico, dobbiamo ridurre o evitaree queste emissioni.
Al fine di evitare le conseguenze più gravi del cambiamento climatico, i paesi sottoscrittori della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) hanno concordato di limitare al di sotto dei 2 °C l’aumento della temperatura superficiale media globale rispetto al periodo preindustriale. Per conseguire tale obiettivo, le emissioni globali di gas a effetto serra devono raggiungere il picco nel più breve tempo possibile e quindi diminuire rapidamente. Entro il 2050, le emissioni globali devono essere ridotte del 50 % rispetto ai livelli del 1990, per poi raggiungere, entro la fine del secolo, la neutralità carbonica . L’UE sostiene l’obiettivo dell’UNFCCC e mira a ridurre, entro il 2050, le proprie emissioni di gas a effetto serra dell’80 – 95 % rispetto ai livelli del 1990. Questi elevati livelli di riduzione tengono conto dei più bassi tassi di riduzione richiesti dai paesi in via di sviluppo.

Introduzione

I gas a effetto serra possono essere di origine sia naturale che antropica. Il più importante gas a effetto serra, di origine naturale,presente nell’atmosfera è il vapore acqueo. Tuttavia, le attività umane rilasciano grandi quantità di altri gas a effetto serra, e aumentandone le concentrazioni atmosferiche , incrementano l’effetto serra e il riscaldamento climatico. Le principali fonti di gas a effetto serra generati dall’uomo sono:

la combustione di carburanti fossili (carbone, petrolio e gas naturale) dovute alla generazione di energia elettrica, ai trasporti, al settore civile e industirale(CO2);
l’agricoltura (CH4) e i cambiamenti nelle destinazioni del suolo, come ad esempio la deforestazione (CO2);
le discariche (CH4);
l’uso di gas fluorurati di origine industriale.

Ulteriori informazioni: http://www.eea.europa.eu/

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