Inquinamento luminoso

Ti racconto l’inquinamento luminoso

L’Atlante mondiale dell’inquinamento luminoso di Fabio Falchi

Qualche mese fa, lo scorso giugno, è uscito su Science Advances il “New World Atlas of Artificial Night Sky Brightness”, il vostro atlante dell’inquinamento luminoso. Ora arriva l’edizione italiana. Perché tradurlo?

«In realtà il libro non è una traduzione dell’articolo scientifico, ma una sua versione divulgativa e arricchita da altro materiale. In particolare, ho aggiunto sezioni su come le mappe dell’inquinamento luminoso si sono evolute dal 1970 ad oggi, su come si può ridurre l’inquinamento luminoso, sulle leggi attualmente in vigore in Italia, sugli effetti della luce artificiale notturna sull’ambiente e sulla nostra salute. Poi ci sono le mappe stampate a piena pagina o doppia pagina, che hanno un impatto diverso dalle mappe viste sul monitor di un PC o sullo schermo di uno smartphone».

Quanto interesse c’è, attorno a questo tema?

«L’interesse suscitato dall’uscita dell’atlante è stato misurato da un indicatore relativamente nuovo, Altmetric, che tiene conto, con pesi diversi, di quanto una ricerca scientifica viene riportata dalla stampa e dai media tradizionali e dai nuovi modi per diffondere informazione, come attraverso i social network. Il nostro punteggio è elevatissimo. Con lo stesso punteggio lo scorso anno saremmo stati al primo posto. Quest’anno ci sono pubblicazioni con punteggi più alti, a partire da quella sulla scoperta delle onde gravitazionali. Confidiamo di essere nella top ten del 2016, comunque per chi vuole curiosare, questo è il sito: scienceadvances.altmetric.com.

Ulteriori informazioni: http://www.media.inaf.it/

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