La transizione ecologica e la lotta ai cambiamenti climatici rappresentano priorità assolute per l’Italia e per l’Europa. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha recentemente pubblicato l’edizione 2026 del suo rapporto sulle emissioni di gas serra, delineando lo stato attuale e le proiezioni fino al 2055. Questo monitoraggio costante è essenziale per valutare l’efficacia delle misure adottate e per guidare le politiche ambientali del Paese.
Per maggiori informazioni e per consultare i documenti ufficiali, è possibile visitare il sito istituzionale: http://www.isprambiente.gov.it
Gli Obiettivi Climatici Europei e Nazionali
L’Unione Europea, nell’ambito del Green Deal e del pacchetto “Fit for 55”, ha stabilito traguardi ambiziosi: ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e raggiungere la completa neutralità climatica entro il 2050. A questo si aggiunge un nuovo obiettivo intermedio vincolante per il 2040, che prevede un taglio delle emissioni del 90%.
Per l’Italia, questi impegni si traducono in obblighi specifici stabiliti dal Regolamento *Effort Sharing*, che impone una riduzione del 43.7% entro il 2030 per i settori non industriali (come trasporti, civile e agricoltura), e dai target di assorbimento del settore forestale (LULUCF).
Il Quadro Emissivo Attuale (1990 – 2024)
I dati mostrano progressi incoraggianti ma evidenziano ancora sfide critiche. Tra il 1990 e il 2024, le emissioni totali italiane di gas serra (escluso il settore LULUCF) si sono ridotte del 30.2%, passando da 520.6 a 363.5 milioni di tonnellate di $CO_{2}$ equivalente.
Questo calo è legato principalmente al settore energetico (-30.9%), che da solo costituisce ancora l’81.0% delle emissioni nazionali. La riduzione è stata spinta dall’aumento delle energie rinnovabili e da un passaggio dal carbone e petrolio al gas naturale. Anche l’industria manifatturiera ha registrato un forte calo (-49.9%), così come i processi industriali (-47.0%) e l’agricoltura (-22.3%).
Tuttavia, il settore dei **trasporti** rappresenta la nota più dolente: le emissioni sono aumentate del 10.2% rispetto al 1990. Questo comparto genera oggi il 31.3% delle emissioni totali italiane, trainato quasi interamente dal trasporto stradale e dalla predominanza di veicoli a benzina e gasolio. Anche il settore dei rifiuti mostra un lieve incremento (+5.2%), pur pesando solo per il 5.5% sul totale nazionale.
Fortunatamente, il settore LULUCF (Uso del suolo e Foreste) continua a fare da polmone verde per il Paese, assorbendo 64.1 milioni di tonnellate di $CO_{2}$ equivalente nel 2024, sebbene gli incendi boschivi rappresentino una minaccia costante a questa capacità di sequestro del carbonio.
Gli Scenari Futuri: 2030 – 2055
L’ISPRA ha elaborato due scenari previsionali basati sui modelli energetici e macroeconomici:
1.Scenario di Riferimento (WM – With Measures):** Considera solo le politiche attuate fino alla fine del 2022. In questo scenario, le emissioni totali (escluso LULUCF) scenderebbero a 338.6 Mt $CO_{2}$ eq. nel 2030 e a 250.7 Mt $CO_{2}$ eq. nel 2055. La produzione di energia da fonti rinnovabili raggiungerebbe il 75% del fabbisogno elettrico entro il 2055. Questo percorso, tuttavia, non è sufficiente per rispettare gli obiettivi di riduzione dell’Effort Sharing imposti dall’UE per il decennio 2021-2030.
2.Scenario con Politiche Aggiuntive (WAM – With Additional Measures):** Include le riforme e gli investimenti previsti dal nuovo Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e dal PNRR. Questo scenario traccia una traiettoria molto più virtuosa: le emissioni crollerebbero a 153.4 Mt $CO_{2}$ eq. (senza LULUCF) entro il 2055. Le energie rinnovabili (soprattutto eolico e fotovoltaico) coprirebbero ben il 93% della produzione elettrica. Il settore dei trasporti vedrebbe una trasformazione radicale, con un passaggio massiccio all’elettrico e un potenziamento del trasporto ferroviario, portando le emissioni a soli 7.7 Mt $CO_{2}$ eq. nel 2055.
Nonostante la decisa contrazione delle emissioni registrata dal 1990 ad oggi e il disaccoppiamento positivo tra crescita economica (PIL) ed emissioni di $CO_{2}$, l’Italia si trova di fronte a una sfida complessa. L’inerzia del settore della mobilità privata rende molto difficile rispettare i rigidi vincoli europei fissati per il 2030. L’implementazione tempestiva delle politiche aggiuntive previste dal PNIEC sarà determinante per colmare il divario e accelerare la corsa dell’Italia verso la neutralità climatica…ISPRAMBIENTE

























