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Inquinamento atmosferico e fuochi d’artificio

Pubblichiamo un riassunto della pubblicazione «Feuerwerkskörper»: www.bafu.admin.ch/uw-riferito ai  fuochi d’artificio.
Secondo la legislazione sugli esplosivi(Svizzera), gli articoli pirotecnici non possono essere messi sul mercato se contengono le seguenti sostanze dannose per la salute dell’uomo e l’ambiente: arsenico, piombo e mercurio, inclusi i loro composti, ed esaclorobenzene (HCB)…La combustione di 500 tonnellate di cariche pirotecniche all’anno produce circa 360 tonnellate di polveri fini (PM10). Sebbene sia difficile stimare la quantità di metalli liberata con le particelle pirotecniche,questa non dovrebbe superare le 100 tonnellate all’anno. La quota di gran lunga più consistente è quella di potassio, ma anche alluminio, bario e magnesio contribuiscono alle emissioni. I dati disponibili nella letteratura sulla composizione delle cariche pirotecniche e sulle misurazioni delle immissioni indicano che la combustione di articoli pirotecnici non è associata a emissioni rilevanti di metalli cancerogeni o altrimenti problematici.

I fuochi d’artificio liberano anche quantità relativamente modeste di acido solfidrico e metano nonché anidride solforosa. Le emissioni di composti organici volatili non metanici (NMVOC), inclusi i composti aromatici, non sono quantificabili: le misurazioni delle immissioni indicano tuttavia che sono modeste rispetto alle emissioni complessive.
Dalle misurazioni effettuate a Zurigo durante la festa nazionale del 2011 si evince che durante la combustione dei fuochi d’artificio sono maggiormente presenti nell’atmosfera dibenzo-p-diossine e dibenzofurani policlorurati (PCDD/F). Non è possibile quantificare il volume delle emissioni di PCDD/F, presenti in una concentrazione superiore di un fattore pari a tre rispetto ai periodi senza fuochi di artificio.
Le misurazioni condotte in Cina, USA e Germania hanno altresì mostrato che il perclorato contenuto come ossidante nelle cariche pirotecniche non viene interamente ridotto durante la combustione.

Infine, gran parte delle 1500 tonnellate di involucri rimane intatta dopo il processo di combustione degli articoli pirotecnici. Se raccolti durante la pulizia di strade, piazze e marciapiedi, questi residui vengono smaltiti negli inceneritori assieme ai rifiuti urbani.
La valutazione delle suddette emissioni nell’atmosfera, nel suolo e nelle acque ha mostrato che il maggiore impatto per l’uomo deriva dall’aumento temporaneo delle concentrazioni di particolato fine. A seconda del carico preesistente, che dipende dall’intensità delle fonti di emissioni e dalle condizioni meteorologiche nei giorni precedenti le attività pirotecniche, l’accensione di fuochi d’artificio può causare per un breve periodo un tenore tanto elevato di polveri fini in grado di penetrare nei polmoni (PM10) che i valori medi su 24 ore possono superare il valore limite di 50 μg/m³ stabilito nell’OIAt. Per punte di PM entro poche ore non esistono valori limite. I dati disponibili in letteratura indicano che tali impennate del PM possono essere problematiche per le persone affette da malattie cardiocircolatorie o malattie croniche delle vie respiratorie.
Nelle persone sane, invece, l’esposizione agli aerosol dei fuochi d’artificio non ha conseguenze sulla salute o ha solo effetti trascurabili…https://www.bafu.admin.ch