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Dissesto idrogeologico in Italia

Nel presente articolo, viene riportato “Il rapporto idrogeologico in Italia”, pubblicato da ISPRA . L’edizione del 2018, fornisce il quadro di riferimento aggiornato sulla pericolosità per frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale e sugli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali…Circa un terzo del totale delle frane in Italia sono fenomeni a cinematismo rapido (crolli, colate rapide di fango e detrito), caratterizzati da velocità elevate, fino ad alcuni metri al secondo, e da elevata distruttività, spesso con gravi conseguenze in termini di perdita di vite umane. Altre tipologie di movimento (es. colate lente, frane complesse), caratterizzate da velocità moderate o lente, possono causare ingenti danni a centri abitati e infrastrutture lineari di comunicazione. I fattori più importanti per l’innesco delle frane sono le precipitazioni brevi e intense, quelle persistenti e i terremoti…Archiviare le informazioni sui fenomeni franosi è un’attività strategica tenuto conto che gran parte delle frane si riattivano nel tempo, anche dopo lunghi periodi di quiescenza di durata pluriennale o plurisecolare .

Un’alluvione è l’allagamento temporaneo di aree che abitualmente non sono coperte d’acqua. L’inondazione di tali aree può essere provocata da fiumi, torrenti, canali, laghi e, per le zone costiere, dal mare. La Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni (Direttiva Alluvioni o Floods Directive – FD), ha lo scopo di istituire un quadro di riferimento per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni. E’ stata attuata in Italia con il D.Lgs. 49/2010…Il 3 marzo 2016 sono stati approvati in sede di Comitato Istituzionale Integrato (art. 4 comma 3 del D.Lgs. 219/2010) i Piani di Gestione del Rischio Alluvioni – PGRA adottati il 17 dicembre 2015. L’approvazione dei PGRA da parte del Consiglio dei Ministri è avvenuta il 27 ottobre 2016, per quasi tutti i distretti idrografici, ad eccezione di quello della Sicilia adottato con Decreto del Presidente della Regione Siciliana del 18 febbraio 2016, ma non ancora approvato. Concluso il primo ciclo di gestione, sono state avviate le attività necessarie alla revisione/aggiornamento degli adempimenti della FD relativamente al secondo ciclo di gestione (vedi Rapporto integrale ISPRA 287/2018)…

INDICATORI DI RISCHIO

La popolazione a rischio frane in Italia residente nelle aree a pericolosità PAI elevata e molto elevata ammonta a 1.281.970 abitanti, pari al 2,2% del totale (Popolazione residente Italia: 59.433.744 ab.,Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Liguria hanno i valori più elevati di popolazione a rischio frane in aree P3 e P4. L’incremento del 4,7% della popolazione a rischio rispetto all’elaborazione 20158 è dovuto all’integrazione/revisione della mappature delle aree a pericolosità…Gli edifici9 a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3+P4) sono 550.723 pari al 3,8% del totale (Totale edifici Italia 14.515.795; Censimento ISTAT 2011)…Le regioni con numero più elevato di edifici a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 sono Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Calabria. Su base provinciale, le province di Salerno e  Genova hanno il numero più elevato di edifici a rischio frane…Le unità locali di imprese a rischio in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3+P4) sono 82.948 pari all’1,7% del totale (Totale unità locali: 4.806.014; Censimento industria e servizi ISTAT 2011), con 217.608 addetti a rischio…Le regioni con numero più elevato di unità locali a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 sono Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio.

I Beni Culturali a rischio frane in Italia sono complessivamente 37.847 pari al 18,6% del totale (Totale Beni Culturali Italia: 203.665; Banca dati Vincoli in Rete – VIR, ISCR). Se consideriamo le classi di pericolosità elevata P3 e molto elevata P4 i Beni Culturali esposti sono 11.712 pari al 5,8%…Il numero più elevato di Beni culturali a rischio frane in aree a pericolosità P3 e P4 si registra in Toscana, Marche, Emilia-Romagna, Campania e Liguria. Numerosi sono i borghi storici interessati da fenomeni franosi innescatesi o riattivatisi anche negli ultimi anni, quali ad esempio la rupe di San Leo (RN), Volterra (PI) e Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo. Negli ultimi decenni diversi centri storici sono stati oggetto di interventi di consolidamento e riduzione del rischio idrogeologico, come a Certaldo (FI), Todi (PG) e Orvieto (TR).

Le famiglie a rischio alluvioni in Italia sono 2.648.499 (10,8%) nello scenario a pericolosità idraulica media P2…Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria presentano il numero più elevato di famiglie a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media.

Gli edifici a rischio alluvioni in Italia sono 1.351.578 (9,3%) nello scenario a pericolosità idraulica media P2…Le Regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Piemonte presentano il numero più elevato di edifici a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità idraulica media.

Le unità locali di imprese esposte a rischio alluvioni in Italia sono 596.254 (12,4%) nello scenario a pericolosità idraulica media P2 con 2.306.229 addetti esposti (14%).

I Beni culturali a rischio alluvioni in Italia sono 31.137 (15,3%) nello scenario di pericolosità idraulica media P2 e raggiungono i 39.426 beni (19,4%) nello scenario di pericolosità bassa P1…Il numero più elevato di Beni culturali a rischio nello scenario P2 si registra in Emilia-Romagna, Veneto, Liguria e Toscana. Tra i comuni con più elevato numero di Beni culturali a rischio alluvioni nello scenario di pericolosità media P2 figurano le città d’arte di Venezia, Ferrara, Firenze, Genova, Piacenza, Ravenna e Pisa. Per la salvaguardia dei Beni Culturali anche lo scenario a scarsa probabilità di accadimento P1 assume una particolare rilevanza, tenuto conto che in caso di evento i danni al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili…ISPRA Scarica il rapporto