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Ingegneria del clima

Le crescenti preoccupazioni suscitate dagli impatti dei cambiamenti climatici su società ed ecosistemi hanno portato a ricercare strategie alternative alle tradizionali politiche climatiche, rappresentate da piani di mitigazione e adattamento. Tra queste opzioni figura l‘ingegneria climatica, una disciplina che prevede l’intervento intenzionale e su vasta scala sul sistema climatico terrestre, con l’obiettivo di ridurre il riscaldamento globale. Fra le opzioni più promettenti della geoingegneria, la gestione della radiazione solare (Solar Radiation Management, SRM), che contrasta l’aumento della temperatura regolando la radiazione solare in entrata attraverso mezzi come l’iniezione di solfuri nella stratosfera. L’ingegneria climatica sembra fornire una strategia praticabile nel caso che i cambiamenti climatici continuino a essere una seria emergenza in futuro, ma molti studi hanno evidenziato le incertezze insite in questa opzione (relative alla sua efficacia, alla sua esportabilità, e agli eventuali effetti collaterali indesiderati), al punto da ribadire come non possa in alcun modo sostituirsi alle strategie di mitigazione. L’ingegneria del clima, inoltre, solleva specifiche problematiche di governance: la sua semplice esistenza potrebbe giustificare un minor impegno nel ridurre le emissioni di gas serra. Nel recente Rapporto Speciale IPCC “Global Warming of 1.5 °C” (SR15), le opzioni di geoingegneria sono state escluse dall’analisi per i problemi di governance e i rischi insiti in esse, non ultimo quello che alcuni Paesi possano servirsene a discapito di altre nazioni. È considerata una strategia complementare alle tradizionali politiche climatiche. Ma senza istituzioni sufficientemente forti, c’è il rischio che alcuni Paesi si servano dell’ingegneria climatica a proprio esclusivo vantaggio, a detrimento di altre nazioni. Per evitare questa eventualità, sarà pertanto essenziale che questa opzione sia discussa e negoziata dalle poche istituzioni sovranazionali esistenti, e che sia sempre accompagnata da incisive misure di mitigazione. Le sfide di governance e i rischi dell’ingegneria del clima, in uno studio appena pubblicato su Global Environmental Change da Johannes Emmerling senior researcher at RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment (EIEE), e Massimo Tavoni, Direttore EIEE e Prof. al Politecnico di Milano. In un articolo appena pubblicato sulla rivista Global Environmental Change, Johannes Emmerling (RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment – EIEE) e Massimo Tavoni (Politecnico di Milano e EIEE) hanno valutato quello che potrebbe accadere all’ingegneria del clima per diversi schemi di governance. Lo studio ha evidenziato come, in assenza di cooperazione internazionale, si potrebbe incorrere nei rischi derivanti da un eccesso d’ingegneria climatica. In questo caso, gli effetti collaterali supererebbero gli eventuali benefici dovuti alla riduzione degli impatti dei cambiamenti climatici, con ripercussioni estremamente negative per il benessere delle nostre società a livello globale. “Senza istituzioni sufficientemente forti, c’è il rischio che alcuni Paesi si servano dell’ingegneria climatica a proprio esclusivo vantaggio, a detrimento di altre nazioni”, spiega Johannes Emmerling. “I nostri risultati indicano che la geoingegneria possa essere effettivamente sfruttata da poche regioni, principalmente in Asia e in Africa.” Eppure, è proprio in questi paesi poveri e meno sviluppati che si concentrano ancora la maggioranza degli impatti residuali dei cambiamenti climatici. “Nel complesso, il nostro studio ha messo in luce l’importanza d’inquadrare l’ingegneria del clima all’interno del dibattito internazionale sul clima”, ha dichiarato Massimo Tavoni. “In caso contrario, la mancata gestione collettiva dell’ingegneria climatica potrebbe portare a un suo impiego eccessivo, con danni e riduzione del welfare, dal momento che i benefici derivanti da un pianeta meno caldo sarebbero più che controbilanciati dai danni derivanti dallo sfruttamento delle nuove tecnologie di geoingegneria, in particolare della SRM”…https://www.cmcc.it