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Oltre Parigi: trasformare l’economia a basse emissioni di carbonio in realtà

Lo scorso dicembre, a Parigi, il mondo si è prefissato un obiettivo ambizioso: mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 gradi, puntando a limitarlo a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Al vertice del G20, svoltosi all’inizio del mese, Cina e Stati Uniti hanno annunciato l’impegno formale a sottoscrivere l’accordo di Parigi. Si tratta di un importante passo avanti nelle iniziative internazionali volte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e contenere il riscaldamento globale. Ciononostante gli impegni relativi alla riduzione assunti finora dai paesi firmatari non sono sufficienti per raggiungere tale ambizioso traguardo.
I contributi dell’Unione europea all’attuazione dell’obiettivo di Parigi sono descritti nel quadro dell’UE per l’energia e il clima e realizzati attraverso una serie di misure. Il 20 lugliola Commissioneeuropea ha proposto un nuovo pacchetto di misure per accelerare la transizione dell’Europa verso un’economia a basse emissioni di carbonio, non ancora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Il pacchetto fa parte delle iniziative concrete proposte per far fronte all’impegno assunto dall’Unione europea di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 40 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Le proposte comprendono riduzioni vincolanti delle emissioni a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 e, per la prima volta, prevedono l’inclusione dell’uso del suolo e della silvicoltura nel quadro dell’UE per il clima e l’energia per il 2030.
Il pacchetto rafforzerebbe notevolmente il quadro per le politiche del clima e dell’energia nel percorso a lungo termine dell’UE verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio. Esso esamina in modo esauriente le emissioni generate da tutti i settori dell’economia – trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti, uso del suolo e silvicoltura – e prevede riduzioni delle emissioni per ciascuno di essi. Si basa anche sulla riforma del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell’UE, proposta nel luglio del 2015, che si applica alle emissioni dei settori industriali e dell’energia.
La riduzione delle emissioni sarà inoltre agevolata da una serie di iniziative strategiche settoriali o pacchetti di più vasto respiro, quali la strategia per la mobilità a basse emissioni o il pacchetto relativo all’economia circolare.

Ulteriori informazioni: http://www.eea.europa.eu/

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