Editoriale

Rapporto Rifiuti Urbani 2017

Dai dati ISPRA Rapporto Rifiuti Urbani, si è riscontrato un aumento della produzione dei rifiuti, del 2% rispetto al 2015. Il dato è da leggere con le dovute cautele, infatti, esso è determinato adottando la metodologia  prevista dalle ” Linee guida per il calcolo percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti urbani“.

La metodologia introdotta dal decreto, oltre a considerare per il dato di talune frazioni una differente ripartizione tra raccolta differenziata e indifferenziata (si vedano, ad esempio, la raccolta multimateriale e i rifiuti da spazzamento stradale), include nel dato di produzione degli RU i rifiuti inerti prodotti da piccoli interventi di rimozione eseguiti nelle abitazioni, che in base alla metodologia impiegata sino all’anno 2015 erano invece conteggiati come rifiuti speciali e, di conseguenza, esclusi dal novero dei rifiuti urbani.

La più alta percentuale di RD è conseguita , nel 2016, dalla regione Veneto ( 72,9%), seguita dal Trentino Alto Adige ( 70,5%), Lombardia ( 68,1%) e Friuli Venezia Giulia ( 67,1%). I più bassi livelli di RD si sono riscontrati a Enna (10,8%),- Messina (10,1%) e Siracusa (7,9%).

Il recupero di materia

Il costante aumento dei quantitativi di rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata ha determinato, negli anni, una crescente richiesta di impianti di trattamento. I processi biologici dedicati al recupero di materia dei rifiuti urbani,  sono, pertanto, caratterizzati da una costante evoluzione sia della dotazione  impiantistica che delle relative tecnologie di trattamento.

L’intero sistema può contare, nell’anno 2016, su 326 impianti (309 nel 2015),  di cui: 274 impianti di compostaggio; 31 impianti di trattamento integrato  anaerobico/aerobico e 21 impianti di digestione anaerobica……

Il compostaggio dei rifiuti

Nell’anno 2016, gli impianti operativi sono 274 (+ 9 unità rispetto al 2015) e risultano localizzati per il 61,3% al Nord, per il 15,3% al Centro e per il 23,4 al Sud………

Il trattamento integrato anaerobico/aerobico

In costante crescita appare il settore del trattamento integrato anaerobico/aerobico, grazie anche alle incentivazioni disposte dal DM 23 giugno 2016 che prevede specifiche disposizioni per gli impianti alimentati da biomasse, biogas e bi liquidi sostenibili.

Tali impianti sono costituiti da linee di trattamento integrate e sequenziali, che consentono, con il trattamento anaerobico, di recuperare energia rinnovabile sotto forma di biogas o biometano, controllare le emissioni osmogene e stabilizzare le biomasse prima del loro utilizzo agronomico e, con il successivo trattamento aerobico, di trasformare il digestato in ammendante da utilizzare in campo agricolo……

La digestione anaerobica

le tipologie e le quantità dei rifiuti gestiti in tali impianti, nell’anno 2016. I rifiuti complessivamente trattati, pari a oltre 686 mila tonnellate evidenziano, nel confronto con l’anno 2015, tabella 3.1.2 – trattamento integrato anaerobico/aerobico dei rifiuti, per regione (tonnel una riduzione di oltre 37 mila tonnellate, corrispondente al 5,1%. Dal mese di

late), anno 2016  ottobre 2016, in Lombardia, nella provincia di Como, è entrato in esercizio un nuovo impianto. Il numero di unità operative si attesta, quindi, a 21 (20 nel 2015),

di cui 19 localizzate nelle regioni del Nord del Paese e 2 nelle regioni del Sud, con una quantità autorizzata complessiva pari a circa 891 mila tonnellate…..

 

Incenerimento di rifiuti urbani

Nel 2016, sul territorio nazionale, sono operativi 41 impianti di incenerimento che trattano rifiuti urbani. Il parco impiantistico non è uniformemente distribuito sul territorio nazionale, infatti il 63% delle infrastrutture è localizzato nelle regioni settentrionali (26 impianti) e, in particolare, in Lombardia e in Emilia Romagna con, rispettivamente, 13 ed 8 impianti operativi. Nel Centro e nel Sud, gli impianti di incenerimento operativi sono rispettivamente 8 e 7….http://www.isprambiente.gov.it

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