Il baco da seta (Bombyx mori) è un insetto olometabolo appartenente all’ordine dei Lepidotteri. Questa specie è unica in quanto non esiste più allo stato selvatico e dipende totalmente dall’uomo per la riproduzione, l’alimentazione e la conservazione. Proprio per questa sua dipendenza, l’allevamento del baco da seta non può in nessun caso causare infestazioni in natura. A livello commerciale, il baco allevato è un “poliibrido”.
Questo insetto nasce da un incrocio a quattro vie tra due linee parentali giapponesi e due linee parentali cinesi, rendendolo più robusto, produttivo e facile da allevare rispetto alle razze pure. Questo ibrido fila un bozzolo bianco che pesa tra 1,8 e 2,5 grammi e produce una bava serica che può misurare dai 1.500 ai 2.500 metri di lunghezza. La ricchezza in seta sul peso totale del bozzolo fresco si attesta tra il 18% e il 25%. Ciclo BiologicoIl ciclo vitale del baco da seta è scandito da ritmi precisi e si articola in diverse fasi:In inverno l’insetto riposa allo stadio di uovo (chiamato “seme-bachi”), che viene conservato in appositi frigoriferi per impedire schiuse estemporanee quando non c’è ancora disponibilità di cibo.
L’incubazione viene avviata in primavera, non appena i gelsi presentano circa 4-5 foglie sui germogli. La fase larvale impiega circa 4 settimane per giungere a maturazione. Lo sviluppo avviene in periodi di accrescimento attivo, detti “età larvali”, che sono intervallati dalle “mute”. Durante le mute, il baco sintetizza un nuovo esoscheletro e si disfa di quello vecchio divenuto troppo piccolo, configurando così uno sviluppo discontinuo. Terminata la quinta età, il baco crea il proprio bozzolo impiegando 2-3 giorni a una temperatura di 25°C. Entro 12-15 giorni dalla formazione del bozzolo, la farfalla (adulto) fuoriesce forando la seta. La farfalla adulta non si nutre: si accoppia immediatamente, la femmina depone tra le 400 e le 600 uova e muore nel giro di una settimana.
Le Fasi dell’Allevamento
Il successo nella bachicoltura risiede in un’attenta gestione ambientale.Incubazione e prime età: L’incubazione delle uova necessita di parametri rigorosi: una temperatura ottimale di 25°C, un’umidità del 75-80% e un fotoperiodo di 12 ore di luce e 12 di buio (per le uova poliibride). Nelle prime tre età larvali, i bachi vengono alimentati con foglie di gelso tenere tagliate in sottili striscioline (3-20 mm) e tenuti in spazi limitati ad alta umidità. In queste fasi, la pulizia e la disinfezione dell’ambiente sono essenziali. Quarta e quinta età: In queste fasi conclusive, le larve consumano abbondantissime quantità di foglia di gelso, crescono assai rapidamente e producono molta umidità. Pertanto, necessitano di ambienti più ventilati, meno umidi e con una temperatura leggermente inferiore (24-25°C). Gli allevamenti possono essere organizzati su graticci a più livelli (metodo “a castello veneto”) che sfrutta al meglio lo spazio ma richiede molta manodopera, oppure a terra (“a pezzone”) che ottimizza i tempi riducendo la frequenza dei cambi lettiera e dei pasti.
La Formazione del Bozzolo (Salita al Bosco) ed Essiccazione
Quando la larva in quinta età raggiunge la maturità e ha immagazzinato sufficiente nutrimento, smette di mangiare e comincia a secernere bave di seta. Questo innesca la fase della “salita al bosco” (o imboscamento), in cui la larva, seguendo il proprio istinto, cerca un supporto in alto per tessere il bozzolo.
Tradizionalmente vengono utilizzate apposite raggiere in plastica. Lo “sboscamento” (rimozione del bozzolo dal supporto) deve essere effettuato attendendo 8-10 giorni, in modo da consentire all’insetto di trasformarsi compiutamente in crisalide; se rimosso prima, il corpo morbido dell’insetto potrebbe secernere fluidi e macchiare la seta. Successivamente, per preservare la qualità del prodotto e permetterne l’impiego per la filatura (trattura), è imperativo procedere all’essiccazione dei bozzoli prima del quindicesimo giorno. Questo processo inibisce lo sviluppo della farfalla adulta e ne evita lo sfarfallamento (il quale provocherebbe la rottura irreparabile della seta) e si effettua partendo da temperature di 90-95°C che vengono fatte gradualmente decrescere fino a 50-55°C per disidratare dolcemente la crisalide interna.
La Gelsicoltura
Non è possibile parlare di bachicoltura senza citare la gelsicoltura. L’allevamento avviene ormai in gelseti specializzati con diverse varietà di piante in grado di fornire foglie da maggio ad ottobre inoltrato. Un solo ettaro di gelseto può produrre 120-150 quintali di foglia, che permettono di allevare 20-25 telaini di seme-bachi (ogni telaino corrisponde a 20.000 uova e genera 20-40 kg di bozzolo). È di vitale importanza che le foglie offerte ai bachi non siano mai contaminate da insetticidi o erbicidi, pena la morte degli insetti…https://www.facebook.com/ -SILVIA CAPPELLOZZA ()

























