Aria

LE MOLESTIE OLFATTIVE

Gli odori costituiscono uno dei più rilevanti aspetti negativi di impatto ambientale degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti; sebbene in generale non siano stati dimostrati effetti diretti sulla salute, esse sono causa di indubbio e persistente fastidio per la popolazione residente nelle vicinanze, diventando elemento di conflitto sia nel caso di impianti esistenti, che nella scelta del sito di localizzazione di nuovi impianti.
L’inserimento nella realtà locale di un impianto industriale o di un impianto di trattamento reflui e l’accettazione da parte della popolazione è, infatti, quasi sempre condizionata, oltre che dagli impatti ambientali legati alle emissioni inquinanti anche, in maniera sempre crescente, dall’impatto olfattivo molesto spesso associato a tali installazioni.
L’interesse verso questo problema si è accentuato soprattutto negli ultimi anni, grazie alla maggiore attenzione rivolta alla tutela dell’ambiente e alla salute umana, ma anche a causa dell’ubicazione degli impianti in zone sempre più urbanizzate.
Un ruolo determinante nella valutazione dell’entità del disturbo derivante dai cattivi odori è svolto dall’opinione pubblica, spesso portata ad associare emissioni sgradevoli o maleodoranti a qualunque installazione industriale o sanitaria.
La definizione dei limiti normativi alle emissioni costituisce un problema di non facile risoluzione, stante le difficoltà connesse alla soggettività della percezione olfattiva e alle modalità
di determinazione degli odori nell’ambiente.
Il requisito preliminare per la messa a punto di una normativa organica in materia di odore richiede l’acquisizione di conoscenze sulle misure di prevenzione, cioè sui fenomeni che determinano l’insorgenza degli odori nei diversi comparti e sulle modalità operative che consentono di evitare o limitare al minimo il manifestarsi del fenomeno, nonché sui fattori che determinano la diffusione degli odori. È inoltre necessario definire un quadro completo ed aggiornato sulle tecniche di abbattimento e sugli obiettivi realisticamente perseguibili.
L’APAT, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Brescia, ha condotto uno studio in materia di odori.
La finalità della ricerca è stata quella di acquisire la base scientifica di supporto all’elaborazione delle norme tecniche in materia di misura degli odori e di valori limiti alle emissioni
osmogene. È stato analizzato il quadro normativo nazionale ed internazionale, con particolare riferimento a quello dei Paesi dell’Unione Europea, sono stati individuati i criteri e i metodi adottabili ai fini dell’oggettivazione dell’odore ed effettuate misure delle emissioni da sorgenti specifiche (impianti di trattamento rifiuti)…http://www.isprambiente.gov.it